Dreaming Italy è nato da una frustrazione semplice: leggere guide sull’Italia scritte da chi non ha mai cercato parcheggio fuori da un borgo umbro ad agosto, non ha mai controllato i numeri di un segnavia CAI prima di salire in quota e consiglia gli stessi tre ristoranti turistici davanti ai monumenti.
Siamo una piccola redazione diffusa tra Torino, Belluno, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Catania. Ognuno di noi segue solo ciò che conosce per mestiere o per esperienza diretta: strade statali e passi alpini, sentieri di montagna, storia dell’architettura, mercati e trattorie di provincia, viaggi con i bambini, dimore storiche e piccoli paesi dell’entroterra.
Chi scrive su queste pagine#
Non firmiamo articoli “redazionali” anonimi: dietro ogni guida c’è una persona precisa, con le sue competenze, le sue abitudini di viaggio e anche le sue antipatie.
Alessandro
Storico dell'arte e dell'architettura
Portati sempre in tasca due monete da cinquanta centesimi: nelle chiese italiane il Caravaggio o l'affresco del Trecento sono quasi sempre al buio finché non trovi la cassetta dei faretti.
La colpa è di mio padre, che nell’autunno dell'81 mi portò al cinema a vedere I predatori dell’arca perduta. Avevo nove anni e decisi che avrei fatto l’archeologo. Poi nella vita ho studiato storia dell’arte e dell’architettura a Roma, ma ogni volta che scendo i gradini umidi di una cripta longobarda o di un mitreo sotto una chiesa di quartiere mi torna esattamente quella febbre lì. Non sopporto le audioguide lette da voci metalliche né i monumenti ridotti a elenco di date: quando ti porto dentro un edificio voglio farti notare la colonna romana rubata a un tempio pagano, il segno dello scalpello sul travertino e la porta laterale da cui si entra senza fare un’ora di fila.
Elena
Viaggi in famiglia
Dimentica il 'menù bambini' con crocchette surgelate e patatine. In qualsiasi trattoria italiana chiedi una mezza porzione di pasta in bianco o al pomodoro fresco: costa la metà e mangiano davvero.
Vivo a Firenze e a casa nostra, ogni volta che si chiudono gli zaini e si parte tutti insieme, comincia una piccola avventura familiare. Viaggiare in Italia con due bambini ti insegna in fretta a leggere i posti con altri occhi: un borgo bellissimo in fotografia può trasformarsi in un incubo di gradini sotto il sole di mezzogiorno senza una fontanella né un metro d’ombra. Qui racconto solo posti dove ho portato — o porterei domani mattina — la mia famiglia: spiagge dove l’acqua resta bassa davvero, musei dove non ti guardano male se un bambino fa una domanda a voce alta e tappe con i tempi giusti per non arrivare a sera sfiniti.
Giulia
Mercati, forni e tradizioni di casa
Se una crema al pistacchio ha il colore di un evidenziatore, posala sullo scaffale. Gira il vasetto: il pistacchio vero è verde oliva spento e nell'etichetta sul retro supera il 40%.
Sono cresciuta a Catania e da quasi dieci anni vivo a Bologna, il che significa che passo metà della mia vita a discutere se sia più sacro il ragù tirato quattro ore o la Norma con la ricotta salata grattugiata grossa. Quando viaggio non prenoto mai nei ristoranti stellati: punto la sveglia presto per andare al mercato coperto, entro nei forni di quartiere quando sfornano la prima teglia e cerco le trattorie dove il menu è scritto a mano su un foglio solo. Viaggio sempre con mezzo bagaglio vuoto perché so già che al ritorno avrò due chili di formaggio sottovuoto e qualche bottiglia avvolta nei maglioni.
Luca
Provincia, isole minori e Sud
Vuoi sapere qual è la caletta giusta o il bar dove fanno il caffè buono in un paese dove non sei mai stato? Guarda dove parcheggiano i motorini i ragazzi del posto.
Sono di Bari, cresciuto tra i vicoli della città vecchia e gli scogli dell’Adriatico. Quando tutti si accalcano negli stessi tre punti per fare la stessa foto, io di solito prendo un treno regionale, un traghetto del mattino presto o uno scooter a noleggio e vado a vedere cosa succede due paesi più in là. Mi piacciono i borghi dell’entroterra meridionale fuori stagione, le feste patronali di settembre con le luminarie in piazza, le scogliere libere senza file di ombrelloni a pagamento e le chiacchiere al bancone del bar con chi in quel paese ci vive tutto l’anno.
Marco
Itinerari su strada
All'autonoleggio dell'aeroporto ti proporranno sempre un SUV 'per stare più comodo'. Rifiutalo: alla prima strettoia in pietra di un borgo umbro mi ringrazierai.
Ho imparato a guidare tra i tornanti del Colle delle Finestre e le colline delle Langhe, dove l’asfalto d’inverno non perdona e le strade provinciali sono larghe quanto basta per una Panda e mezzo. Per me l’Italia si capisce davvero solo quando esci dal casello dell’autostrada e imbocchi una statale secondaria. Nei miei itinerari non trovi poesie sul “vento tra i capelli”, ma le cose che servono a chi sta al volante: quali strade panoramiche meritano la deviazione, dove sono piazzate le telecamere ZTL più traditrici e dove parcheggiare sulle strisce bianche fuori dalle mura prima che arrivino i pullman.
Martina
Sentieri CAI, ferrate e MTB
Se una guida ti dice che un sentiero è 'una passeggiata per tutti' senza indicarti dislivello, esposizione e dove finisce l'acqua, chi l'ha scritta non ci è mai salito.
Sono nata in provincia di Belluno, sotto le Pale di San Martino, e appena posso lascio l’asfalto per salire di quota, con gli scarponi o in sella alla mountain bike. Negli anni mi sono stufata di leggere articoli di trekking pieni di aggettivi romantici ma privi delle uniche informazioni che contano quando sei in parete o su una dorsale appenninica a luglio: numeri dei segnavia CAI, dislivello positivo reale, stato del fondo tra ghiaioni e radici bagnate, e dove riempire la borraccia prima di uscire dal bosco.
Sofia
Dimore storiche, arte di vivere e viaggi a due
I luoghi più belli d'Italia hanno due vite: quella rumorosa tra le dieci e le cinque del pomeriggio, e quella vera che comincia quando ripartono gli ultimi pullman.
Sono veneziana, e forse proprio perché sono cresciuta in una città fragile e affollata ho sviluppato un’ossessione per il silenzio, la luce radente del tardo pomeriggio e gli spazi raccolti. Ho studiato fotografia e architettura d’interni: quando cerco un posto per un viaggio a due guardo i materiali veri — la calce viva di una masseria pugliese, il lino grezzo, un cortile interno in pietra dove cenare lontano dalla strada — e diffido degli hotel che ti vendono il “pacchetto romantico” o il supplemento vista lago per uno scorcio tra due tetti.
Il nostro patto con chi legge#
Non ti promettiamo “posti segreti” dove non va nessuno, ma indicazioni verificate: orari reali, dove finisce l’asfalto, quanto costa davvero sedersi a tavola e quando conviene girare al largo da una trappola per turisti. Se trovi un orario cambiato o una strada chiusa, scrivici. Buon viaggio!