Chi arriva in Calabria per la prima volta spesso punta dritto verso il Tirreno e si ferma tra Tropea e Scilla, lasciandosi alle spalle tutto il versante ionico catanzarese. Eppure è proprio lungo il golfo di Squillace, tra gli agrumeti che scendono verso il mare e i borghi arroccati sulle prime colline, che si concentra una delle tradizioni gastronomiche più schiette del Meridione.
Dal 16 al 23 giugno 2026 questo tratto di costa ospita la seconda edizione del Calabria Food Fest, una settimana itinerante pensata per mettere in contatto diretto chi viaggia per la buona tavola con i produttori, i frantoi e le cucine del territorio. È l’occasione giusta per esplorare la cosiddetta Costa degli Aranci prima che arrivi il caldo pieno di luglio e agosto, quando le spiagge si riempiono e i ritmi in cucina diventano inevitabilmente più frettolosi.

Cosa aspettarsi dalla tavola ionica#
A differenza della costa tirrenica, più battuta dai grandi flussi estivi, il versante che guarda lo Ionio conserva una cucina di sostanza, legata all’entroterra agricolo e pastorale quanto alla piccola pesca. Qui il peperoncino non serve a coprire le materie prime ma a dare spinta ai legumi, alle verdure di campo, ai sughi lenti di maiale e alle zuppe di pesce di scoglio.
Quando compri un insaccato o una conserva da queste parti, ti basta guardare il taglio e leggere il retro dell’etichetta: la differenza tra una produzione artigianale e un prodotto da scaffale turistico si vede subito dalla grana dell’impasto, dal colore naturale del grasso e dalla lista cortissima degli ingredienti. Durante i giorni del festival il vantaggio principale è proprio questo: sedersi a tavola con chi alleva, coltiva o trasforma direttamente le materie prime, potendo chiedere come vengono lavorate e stagionate.

La base sulla costa: Montepaone e la logistica#
Per tutta la settimana del festival il punto d’appoggio sulla costa è Montepaone Lido, affacciata sul tratto centrale del golfo di Squillace. La logistica fa capo all’Hotel Rada Siri (in via Venticinque Aprile), a pochi minuti a piedi dal litorale e circondato dal verde degli agrumi: una posizione comoda perché permette di muoversi in pochi chilometri tra i borghi in collina e i paesi sul mare senza passare ore in auto.
Chi arriva da fuori regione atterra quasi sempre all’aeroporto di Lamezia Terme (SUF), che dista una cinquantina di chilometri (circa 45 minuti di guida attraversando l’istmo di Catanzaro, il punto più stretto d’Italia tra i due mari). Per chi partecipa al programma completo della manifestazione sono previsti trasferimenti organizzati dallo scalo di Lamezia e navette per tutte le tappe interne, un dettaglio pratico non da poco se si considera che le cene prevedono degustazioni di vini locali dal Cirò al Greco di Bianco.
Le tappe gastronomiche del programma#
Il castello di Squillace e la tradizione della terracotta#
Salendo dalla costa verso l’interno, la prima tappa di rilievo porta al castello di Squillace, la fortezza normanna che controlla dall’alto tutto il golfo. Tra le mura in pietra del castello il programma prevede una delle serate principali della settimana, con talk, show cooking e i produttori del territorio che raccontano in prima persona le proprie lavorazioni mentre i piatti arrivano in tavola.
Prima di salire alla rocca per la sera, vale la deviazione un giro a piedi tra le botteghe del centro storico di Squillace, famoso da secoli per la ceramica ingobbiata e graffita. Nelle cucine tradizionali calabresi i tegami e le pignatte di terracotta locale non erano oggetti decorativi per i turisti, ma strumenti di lavoro indispensabili per cuocere a lungo i legumi e i ragù vicino alla brace senza bruciare il fondo.
Soverato: il pesce dello Ionio da Brezza Fish & Chill#
Scendendo di nuovo sul lungomare, ci si sposta nella vicina Soverato (in via Marina 24) per una serata dedicata al mare da Brezza Fish & Chill. La cucina qui porta la firma dello chef Luca Abbruzzino, che ha aperto questo indirizzo sul lungomare puntando su crudi di mare, fritti asciutti e cotture leggere sulla materia prima locale, lontane dalle coperture pesanti della vecchia ristorazione balneare.
Sul pesce azzurro, sui gamberi e sul pescato di giornata dello Ionio si misura subito la mano di chi cucina: quando la carne resta soda, umida al cuore e profuma di iodio senza bisogno di salse invasive, significa che la catena del freddo e i tempi di cottura sono stati rispettati al minuto.
L’Agriturismo Fassi a Guardavalle: impastare i fileja a mano#
Proseguendo lungo la statale 106 verso sud fino a Guardavalle (in contrada Pietrarotta), la tappa all’Agriturismo Fassi sposta il fuoco sulla manualità della pasta fresca. Qui il laboratorio pratico è affidato alle mani esperte di chi tira la sfoglia ogni giorno e insegna a preparare i fileja usando il classico dinàculu, il bastoncino sottile attorno a cui si arrotola il cilindro di semola di grano duro e acqua.
Quando provi a farli sul tagliere di legno capisci subito che il segreto sta nella pressione del palmo e nell’umidità dell’impasto: se la semola è troppo bagnata la pasta si incolla al ferretto, se è troppo asciutta si spezza prima di aprirsi. Una volta sfilati, i fileja devono restare ruvidi e leggermente spessi ai bordi, pronti a raccogliere i condimenti corposi della domenica.
Consigli pratici per organizzarsi#
Se durante il viaggio acquisti salumi stagionati come soppressata, capocollo o tranci di pecorino, chiedi sempre al banco di metterli sottovuoto e di lasciarti l’etichetta originale con il lotto e le percentuali degli ingredienti: oltre a reggere senza problemi il viaggio in valigia o nel bagaglio da stiva, il sottovuoto evita che il profumo del peperoncino e dell’aglio impregni tutti i vestiti.
- Quando andare: Il Calabria Food Fest si svolge dal 16 al 23 giugno 2026; a metà giugno le giornate sono lunghissime, l’acqua dello Ionio è già calda e si evitano sia il traffico di agosto sulla statale 106 sia le code nei locali della costa.
- Prenotazioni: I posti per i laboratori pratici in agriturismo e per le serate al castello di Squillace sono a numero chiuso, quindi conviene bloccare la propria partecipazione con buon anticipo.
- Cosa mettere in valigia al ritorno: Oltre alla ’nduja di Spilinga (controlla sempre che in etichetta ci siano solo carne suina, peperoncino e sale, senza conservanti né coloranti), cerca il miele di zagara degli agrumeti ionici e l’origano selvatico essiccato a mazzetti, che conserva un profumo resinoso completamente diverso da quello in vasetto del supermercato.
Se il lavoro manuale sulla pasta fresca ti appassiona, ritrovi la stessa precisione artigianale nella mia guida ai corzetti liguri stampati a mano nel legno, mentre chi vuole risalire verso la costa tirrenica per scoprire le tradizioni popolari della provincia di Vibo Valentia può leggere il racconto sulla festa de I Tri da Cruci a Tropea.