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Guida on the road: festival e spiagge segrete lungo la costa adriatica

·5 minuti·Marco

La costa adriatica va vissuta con il finestrino abbassato e il gomito fuori. Molti pensano sia solo una striscia infinita di sabbia piatta e ombrelloni tutti uguali, ma si sbagliano di grosso. Dal caos al neon della Riviera Romagnola fino alle pareti di calcare a strapiombo del Conero, guidare qui significa cambiare scenario a ogni scalata di marcia. È un tracciato che richiede una playlist energica e pochissimi programmi fissi. Un lungo nastro d’asfalto che non annoia mai.

Lo scorso agosto, ho iniziato il mio viaggio da Ravenna, dove i mosaici sono nitidi come l’aria del mattino, e ho puntato verso sud con la capote abbassata e il sale già negli occhi. La parte migliore di questa rotta è il modo in cui il paesaggio si evolve: da orizzonti bassi e sabbiosi fino a scogliere drammatiche coperte di pini che si tuffano a capofitto nel mare turchese. Guidando nelle Marche, non perdetevi il tratto tra Ancona e Sirolo, dove la strada abbraccia le curve del Monte Conero come un amante. È asfalto che chiama la guida sportiva.

Una classica decappottabile rossa che guida lungo una strada costiera panoramica del Mare Adriatico al tramonto.
Libertà su quattro ruote: le strade costiere del Conero offrono alcune delle migliori dinamiche di guida in Italia.

Rock ’n’ Roll a Senigallia
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La prima frenata seria l’ho fatta a Senigallia per il Summer Jamboree (se state pianificando il viaggio per quest’anno, tenete a mente che si terrà dal 31 luglio al 9 agosto). Non è un semplice festival estivo, ma una vera e propria macchina del tempo che riporta l’intera città agli anni ‘50. Ho passato tre giorni tra V8 americani lucidati a specchio, gonne a ruota e un odore denso di brillantina e salsedine che saturava l’aria. La sera, il ritmo dello swing e del sax fa tremare letteralmente i vetri delle vecchie piazze. Un’iniezione di pura adrenalina retrò.

Persone vestite in abiti anni '50 che ballano lo swing in una piazza con auto d'epoca a Senigallia
Il Summer Jamboree a Senigallia: dove gli anni ‘50 rivivono sotto il sole italiano

Ma ecco il mio consiglio tecnico per il Jamboree: parcheggiare in centro è un incubo che nemmeno io proverei ad affrontare. Il mio segreto è parcheggiare vicino alla stazione ferroviaria ed entrare a piedi, o meglio ancora, trovare un hotel in periferia che offra un servizio navetta. Se viaggiate con i piccoli al seguito, ti consiglio di leggere la guida di Elena sul perché la spiaggia di velluto di Senigallia è perfetta per le famiglie.

Dal neon alla natura selvaggia
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A proposito di caos, la “Notte Rosa” di Rimini è un delirio collettivo. L’intera costa, dai lampioni ai drink nei baracchini, si tinge letteralmente di fucsia fluorescente. È rumoroso, affollatissimo e puzza di crema solare mischiata a frittura mista e birra scadente. Vale la pena vederlo una volta nella vita per capire l’enorme motore commerciale della riviera, prima di scappare verso sud. Un luna park a cielo aperto.

Scendendo verso il Monte Conero, il paesaggio diventa improvvisamente verticale. Qui la carreggiata si stringe e richiede mani salde sul volante, portandovi sopra baie nascoste dal mondo. La spiaggia delle Due Sorelle a Sirolo è una lingua di ghiaia bianca circondata dal verso stridulo dei gabbiani, raggiungibile solo via mare o tramite il ripido Passo del Lupo. Se scegliete il sentiero a piedi, metti via le infradito e usate veri scarponi da trekking. A questo proposito, se l’idea di camminare a strapiombo sul mare vi entusiasma, dovreste assolutamente esplorare la nostra guida ai migliori sentieri panoramici della Riviera del Conero. La fatica viene ripagata all’istante.

La spiaggia delle Due Sorelle a Sirolo con scogliere bianche e acqua turchese
La ricompensa per aver lasciato i sentieri battuti: le acque cristalline del Conero

Abruzzo e Molise: trabocchi e Motori
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Guidando oltre il confine marchigiano, l’Abruzzo vi accoglie con la ruvida Costa dei Trabocchi. Queste enormi palafitte di pino d’Aleppo, un tempo usate per la pesca, sembrano giganteschi ragni meccanici appoggiati sulle onde. Molti sono stati trasformati in minuscoli ristoranti sospesi direttamente sull’acqua scura. Mangiare qui, con le travi di legno che scricchiolano a ogni folata di vento e l’odore intenso di nafta delle barche, è un rito sacro. Un’esperienza brutale e bellissima.

Un tradizionale trabocco in legno sulla costa dell'Adriatico in Abruzzo al tramonto
La Costa dei Trabocchi offre l’esperienza cruda e romantica di mangiare sospesi sopra le onde dell’Adriatico

Subito dopo si incrocia il Molise, una terra minuscola e spesso snobbata. Termoli è uno snodo fondamentale, circondato da mura spesse e battuto da un vento caldo e salato. Il suo borgo antico è un groviglio di vicoli cotti dal sole dove si mangia un brodetto di pesce piccante che fa sudare la fronte. Camminare in queste stradine strette, con il suono metallico delle sartie nei porti in sottofondo, ricarica immediatamente le batterie. Una tregua necessaria dai chilometri.

I tornanti del Gargano
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Il traguardo sud di questa maratona è il ruvido Gargano pugliese. La litoranea che collega Peschici a Vieste non perdona: è un susseguirsi nervoso di tornanti, curve a gomito e asfalto consunto che taglia scogliere di calcare accecante. È una strada che mette sotto stress i freni e riempie l’abitacolo dell’odore pungente di resina dei pini. Vieste si affaccia su questo mare blu denso, dominata dall’enorme monolito di Pizzomunno piantato nella sabbia. Un paesaggio da guidare in apnea.

L'enorme monolite in calcare bianco di Pizzomunno sulla spiaggia di Vieste nel Gargano
Il gigantesco monolito di Pizzomunno a Vieste segna la fine scenografica della litoranea del Gargano

Se il sole pugliese picchia troppo forte, buttatevi nell’entroterra. La Foresta Umbra è una cupola scura di querce e faggi monumentali, un ecosistema umido e silenzioso a pochi chilometri dalle spiagge torride. Il rumore del traffico sparisce, sostituito solo dal gracchiare corvino e dal fruscio del vento sui rami alti. Attenzione però ai pedali: vacche podoliche e greggi di pecore usano spesso l’asfalto per dormire dietro le curve cieche. Le frenate all’improvviso sono garantite.

Sopravvivenza stradale
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Guidare in agosto lungo questa costa richiede nerti d’acciaio. Le rotonde, da Rimini fino in Puglia, vengono interpretate dai conducenti locali come pure piste di autoscontro. Regola base: siate decisi, usate le frecce e non fidatevi mai del fatto che chi ha lo stop si fermi davvero. E soprattutto, fuggite dai parcheggi sterrati abusivi vicino alle spiagge famose dove vi estorceranno venti euro per fermare l’auto in un campo di polvere. Parcheggiate lontano e camminate.

Il sud ha sempre l’ultima parola. Se i tornanti finali in Puglia vi hanno stregato, ti consiglio di leggere la mia guida dedicata esclusivamente alle scogliere e alla Foresta Umbra, la vera essenza selvaggia dello sperone d’Italia. Metti in moto, scalate una marcia e abbandonate le strade principali. La vera Italia vi aspetta fuori.