Ciao, esploratore! Ricordo ancora la mia prima volta a Orvieto. Camminavo per la piazza del Duomo sotto un sole accecante di fine settembre, stordito dal bagliore dorato dei mosaici. Poi, svoltando l’angolo dietro la cattedrale, ho incrociato lo sguardo di una signora anziana seduta su una sedia di paglia davanti alla sua porta. Con un cenno del capo mi ha indicato un piccolo arco di pietra, quasi invisibile. “Lì sotto c’è la vera città”, mi ha sussurrato in dialetto stretto. Aggiornamento: è interessante confrontare questo ricordo con la realtà di un angolo dell’Abruzzo che potrebbe essere ancora da scoprire, come nel caso di Scanno. Se sei un’avventuriera disposta a esplorare i segreti di un angolo inaspettato, consiglio di leggere cosa mia collega Martina ha scoperto visitando la zona con un approccio completamente diverso: Un angolo nascosto nel cuore dell’Abruzzo.
Aveva perfettamente ragione. Immagina una città che non solo si erge fiera su una rupe di tufo vulcanico, ma che nasconde anche un labirinto sotterraneo di storia, mistero e storie sussurrate dal tempo proprio sotto i tuoi piedi.

Se sei stanco delle solite foto da cartolina e vuoi davvero sentire il battito autentico dell’Italia, allora Orvieto è la tua prossima tappa. E credimi, la maggior parte dei turisti non trova mai questo posto… o meglio, non lo esplora mai veramente, calpestando le sue grotte senza nemmeno rendersene conto.
Orvieto sotterranea: un viaggio nel tempo#
Orvieto non è solo il magnifico Duomo o le sue vie pittoresche; è soprattutto quello che si cela al di sotto. Secoli di storia hanno scavato questa roccia, creando un reticolo incredibile di grotte, cunicoli e pozzi.
Preparati a un’esperienza che ti lascerà a bocca aperta, lontano dalle folle chiassose e dagli “influencer” di Instagram che ingombrano i vicoli stretti, spesso per una foto che non rende giustizia alla vera bellezza.
Ecco le tappe imperdibili del tuo viaggio nel cuore nascosto di Orvieto:
Orvieto Underground (Orvieto Sotterranea): Il punto di partenza per eccellenza è in Piazza del Duomo, 23. Ti consiglio vivamente di fare il tour guidato: quando ci sono sceso per la prima volta, la sensazione di freddo umido che mi ha avvolto mi ha fatto venire i brividi. Camminare in queste cavità silenziose, avvolti dall’odore umido della terra e del tufo, è il solo modo per comprendere l’incredibile ingegno degli abitanti che nei secoli hanno ricavato colombaie (essenziali in caso di assedio) e antichi frantoi medievali per le olive. Un labirinto perfettamente conservato che ti toglierà il fiato.
Pozzo di San Patrizio: Un capolavoro assoluto dell’ingegneria del XVI secolo progettato da Antonio da Sangallo il Giovane. Con i suoi 53 metri di profondità e due rampe a chiocciola indipendenti da 248 gradini ciascuna, scendere qui è un’esperienza quasi ipnotica che ricordo ancora nei minimi dettagli. Quando ti sporgi dagli enormi finestroni ad arco aperti sul vuoto centrale, la prospettiva a spirale ti fa sentire piccolissimo, avvolto in una penombra interrotta solo da luci dorate e soffuse che illuminano l’acqua verde in fondo.

Pozzo della Cava: Situato in Via della Cava, 28, è il pozzo più antico di Orvieto, interamente scavato a mano nel tufo. Ho avuto la fortuna di fare due chiacchiere con Marco Sciarra, il cui padre Tersilio riscoprì questo pozzo nel 1984 durante la ristrutturazione della sua casa medievale. Marco mi ha mostrato i segni degli scalpelli etruschi sulla roccia: è impressionante pensare alla fatica che ci è voluta. Se capiti qui nel periodo natalizio, non perderti il suggestivo Presepe nel Pozzo: i personaggi meccanici a grandezza naturale si muovono nel cuore della grotta in un’atmosfera magica e indescrivibile.
Il Labirinto di Adriano: (Via della Pace, 26). Non è un’attrazione qualunque: è una storia incredibile di casualità che adoro raccontare. Nel 1970, il pasticcere Adriano Di Mario, mentre stava lavorando alla ristrutturazione del retrobottega della sua pasticceria di famiglia (aperta nel 1962), iniziò a scavare e si ritrovò davanti a un immenso complesso di oltre venti grotte collegate di epoca etrusca. Oggi il figlio Maurizio, chef e maestro pasticcere di straordinario talento con cui ho fatto una bellissima chiacchierata, unisce l’amore per l’archeologia a una cucina memorabile all’interno di questi spazi spettacolari.
Come arrivare a Orvieto: dimentica l’auto in centro#
Orvieto sorge su una rupe impervia. Il modo migliore per visitarla non è inerpicarsi in auto tra le stradine storiche, ma sfruttare i mezzi e godersi il paesaggio.
- In treno e funicolare (la scelta perfetta): Orvieto è posta sulla linea principale Firenze-Roma. I treni regionali ed Intercity fermano qui regolarmente. Una volta sceso alla stazione a Orvieto Scalo, puoi lasciare l’auto nel parcheggio e salire sul colle con la funicolare ad acqua storica: un viaggio affascinante di soli cinque minuti che ti deposita in Piazza Cahen, alle porte del centro storico.
- In auto: Se arrivi in macchina tramite l’autostrada A1, esci a Orvieto e segui le indicazioni per il grande parcheggio di Campo della Fiera. Da lì, un sistema comodissimo di ascensori e scale mobili scavate nella roccia ti porterà direttamente in superficie, a due passi dal quartiere medievale.
Dove mangiare a Orvieto: il mio posto del cuore#
La cucina orvietana è sincera, terrosa e ricca di sapori forti. Se mi chiedi dove andare a colpo sicuro per evitare le trappole per turisti e mangiare in modo indimenticabile, ho solo un nome: la Trattoria del Moro Aronne (Via San Leonardo, 7).
Ricordo ancora quando ci sono andato la prima volta. Il proprietario, Cristian, mi ha praticamente costretto a ordinare la loro specialità assoluta: i leggendari Nidi di rondine al pecorino e miele. Aveva assolutamente ragione. Quando mi hanno servito quel piatto fumante — nidi di pasta fresca all’uovo farciti di pecorino saporito, cotti al forno fino a creare una crosticina deliziosa e poi rifiniti con una colata di miele locale — ho capito perché questo posto è un’istituzione. Il contrasto tra la sapidità del formaggio e la dolcezza del miele caldo crea una dipendenza immediata. Se passi da Orvieto, questo non è solo un consiglio: è una tappa obbligatoria.
Da non perdere in superficie: oltre il sottosuolo#
Anche se il sottosuolo è il vero tesoro, non dimenticare di goderti la bellezza di Orvieto in superficie.
- Duomo di Orvieto: Un capolavoro gotico del XIII secolo. La sua facciata dorata e i mosaici sono mozzafiato.
- Prenditi del tempo per ammirare i dettagli e gli affreschi all’interno. È un’opera d’arte incredibile.

Torre del Moro: Sali fino in cima per una vista panoramica spettacolare sulla città e sulla campagna umbra circostante.
- È il modo perfetto per orientarti e apprezzare la posizione unica di Orvieto.
Palazzo del Capitano del Popolo: Un imponente palazzo del XIV secolo in Piazza del Popolo, un tempo centro amministrativo.
- Oggi ospita spesso mercati e eventi, quindi potresti trovare qualche sorpresa locale.
I consigli segreti di Luca per un’esperienza autentica#
- Il momento migliore per visitare: La primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre) sono ideali. Il clima è mite e le folle sono meno intense rispetto all’estate.
- Prenota i tour in anticipo: Soprattutto per l’Orvieto Underground e il Pozzo della Cava. I posti sono limitati e i tour vanno a ruba. Puoi solitamente prenotare online sui loro siti ufficiali.
- Esplora i vicoli: Il mio segreto è… di perderti nei vicoli secondari, lontano dalle vie principali. Spesso è lì che trovi le botteghe artigiane più autentiche e gli scorci più belli.
- Evita le trappole: Stai attento ai ristoranti con menu troppo turistici o alle guide improvvisate. Cerca sempre i posti frequentati dalla gente del posto. E a proposito, detesto quando ti fanno pagare il “coperto” per del pane raffermo! Questo è il genere di cose che ti rovina l’esperienza.
- Attenzione ai bus turistici: A volte bloccano le strade panoramiche locali, rovinando un po’ l’atmosfera. Se puoi, esplora a piedi o con i mezzi pubblici locali.
Orvieto è una città che ti invita a scavare più a fondo, a guardare oltre la superficie e a scoprire i suoi veri segreti. Non essere un turista qualsiasi; sii un esploratore. Scendi nelle sue profondità, assaggia i suoi sapori autentici e lasciati incantare dalla sua storia millenaria.
Se ami i sapori e il silenzio mistico dell’Umbria, ti consiglio di leggere anche il racconto sulla caccia al tartufo nero nei boschi umbri. Se invece preferisci l’atmosfera immutata dei borghi medievali, non perdere la guida alla scoperta di Bevagna e dei suoi antichi mestieri.
Ti prometto che sarà un’esperienza che ti porterai nel cuore. Non vedo l’ora di sentirti raccontare le tue scoperte! Alla prossima avventura!