Salta al contenuto principale

campo imperatore in auto: il piccolo Tibet che gli abruzzesi amano

·4 minuti·Marco

Se pensa di aver visto tutto quello che l’Italia ha da offrire dal finestrino di un treno o di un autobus turistico, sei fuori strada. Per sentire davvero il battito di questo Paese, hai bisogno di un volante tra le mani, una trazione posteriore (se possibile) e un serbatoio pieno. Mentre tutti gli altri lottano per un parcheggio in Costiera Amalfitana, io ho puntato il muso dell’auto verso la bellezza aspra e brutale dell’Abruzzo.

Benvenuti a Campo Imperatore. Noi lo chiamiamo il “Piccolo Tibet”, ed è un luogo dove l’asfalto non è solo una via di comunicazione, ma un invito a danzare tra le nuvole. È un altopiano sconfinato che sembra uscito da un film di Sergio Leone, dove la libertà ha il profumo dell’erba di montagna e del grasso di pecora sulla brace.

Le vaste pianure erbose e le strade tortuose di Campo Imperatore, spesso chiamato il 'Piccolo Tibet' d'Italia.

L’itinerario: arrampicarsi sul Gran Sasso
#

Il viaggio inizia a Castel del Monte, un borgo medievale che sembra scolpito nella roccia viva. Da qui, imboccate la SR17bis. È una strada che sale con una progressione magnifica. Se amate i borghi che sfidano la gravità, il mio collega Luca ha recentemente scoperto la bellezza verticale di Castelmezzano, ma l’Abruzzo ha un’anima più selvaggia e meno rifinita.

Man mano che salite, gli alberi svaniscono, lasciando spazio a un altipiano carsico lungo 27 chilometri. È qui che la guida diventa pura gioia: curve a raggio ampio che permettono di sentire il bilanciamento dell’auto e rettilinei infiniti dove l’unico limite è l’orizzonte. Aggiornamento: Qualche tempo dopo questo viaggio in Abruzzo, ho ritrovato una simile nobiltà di pietra nel racconto del mio collega Alessandro sul travertino di Ascoli Piceno, un vero capolavoro di storia e architettura.

Campo Imperatore: il set del Grande Cinema
#

Aggiornamento: Raggiungere il Rifugio Campo Imperatore (2.130 m) è come arrivare alla fine del mondo. Il silenzio è interrotto solo dal vento. Non è un caso che questo posto sia stato il set di decine di “Spaghetti Western” e film cult. Se state pianificando questo viaggio dopo aver visitato le città d’arte, ricordate che qui non c’è ZTL che tenga: l’unico limite è il meteo. Se raggiungete questo posto d’inverno, l’asfalto lascia il posto al bianco assoluto. Come ha raccontato la mia collega Martina, in questa stagione l’altopiano si trasforma in un paradiso per le ciaspole sul Gran Sasso, un’esperienza che richiede gambe e rispetto per la montagna. A proposito di città d’arte rinate, Alessandro ha scritto un pezzo toccante sulla rinascita dell’Aquila, che si trova proprio alle pendici di queste montagne.

Le mie fisse abruzzesi: il fumo degli arrosticini e i motociclisti “da bar”
#

Voglio parlarti delle mie fisse: la gente che arriva a Campo Imperatore e non sa come gestire gli arrosticini. Fermarsi al Ristoro Mucciante o da Zio Giulio è un obbligo, ma se ti mettei a cuocere la carne senza girarla con il ritmo giusto o, peggio, chiedete il ketchup, rischiate il linciaggio gastronomico. Gli arrosticini si mangiano caldi, salati e con le mani. Punto.

E poi ci sono i motociclisti “da bar” che parcheggiano i loro bolidi lucidi proprio in mezzo alle piazzole di sosta, rendendo impossibile a noi con quattro ruote ammirare il panorama. Ragazzi, la strada è di tutti, ma un po’ di senso civico nel parcheggio non guasterebbe. E per favore, non sporcate: questo ecosistema è tanto maestoso quanto fragile.

Consigli tecnici per il pilota abruzzese
#

  • Freno Motore: Le pendenze sono serie. Non “pelate” i freni per chilometri; scala marcia e lascia che il motore gestisca la velocità. Se hai i freni che fumano all’arrivo, hai sbagliato tutto.
  • Gestione Carburante: Una volta sull’altopiano, le pompe di benzina sono un miraggio. Riempite il serbatoio a Castel del Monte o Santo Stefano di Sessanio.
  • Coordina di Sicurezza: 42.443° N, 13.558° E (Piana di Campo Imperatore). Fermati qui per scattare la foto definitiva al tuo mezzo con il Gran Sasso alle spalle.

L’Abruzzo non si spiega, si guida. È un’esperienza sensoriale che vi ricorderà perché hai imparato a guidare: non per spostarti, ma per sentirti vivi.

Metti la marcia giusta e lasciati la civiltà alle spalle.

A presto, Marco
#