Tutti amiamo il fascino della Costiera Amalfitana, ma siamo onesti: niente uccide il brivido di un motore italiano ben tarato come stare bloccati per due ore dietro un autobus turistico su un tornante di Positano. Se sei come me e il suono del mare deve essere accompagnato dal ruggito del motore, allora devi puntare il muso della tua auto a sud di Salerno.
Benvenuti nel Cilento. È l’alternativa selvaggia, brutale e incredibilmente panoramica che supera l’originale per chiunque ami davvero guidare. Qui l’asfalto non è solo una striscia nera, ma una sfida continua tra la roccia e il blu profondo del Tirreno.

Il punto di partenza: i giganti dorati di Paestum#
Il viaggio inizia dove la storia incontra la pianura: i templi di Paestum. Prima di lanciare l’auto in terza marcia, fermati a guardare questi giganti della Magna Grecia. Se sei un appassionato di storia antica, il mio collega Alessandro ha scritto una guida magistrale sui misteri dei templi di Paestum.
Una volta scaldati gli pneumatici, la strada inizia a salire verso Agropoli. È qui che inizia il vero divertimento. La strada si stringe, l’aria profuma di resina e sale, e ogni curva ti regala un orizzonte nuovo.
Castellabate e il fascino della salita#
La salita verso Castellabate è un classico. La strada si inerpica con tornanti stretti che mettono alla prova la precisione dello sterzo. Se viaggi con la famiglia e cerchi un rifugio più dolce per riposare dopo le curve, la nostra Elena consiglia caldamente Santa Maria di Castellabate.
Per chi invece cerca borghi che sembrano sfidare le leggi della fisica, il Cilento offre scenari che mi ricordano molto la fortezza fluttuante di Sant’Agata de’ Goti scoperta dal mio collega Luca.
La SS18: l’arteria del mito#
La vera regina è la SS18. Dimentica la variante interna (SS18 var) veloce e noiosa: noi siamo qui per le curve. Il tratto tra Acciaroli e Palinuro è una masterclass di guida panoramica. Ad ogni chilometro, il paesaggio cambia: da borghi marinari dove Hemingway cercava l’ispirazione ad Acciaroli, a falesie a picco sul mare che sembrano uscite da un film degli anni ‘60.
A proposito di borghi dove la pietra è protagonista assoluta, Alessandro ha recentemente svelato i segreti della città di travertino di Ascoli Piceno. Il Cilento ha la stessa anima nobile, ma vestita di salsedine.
Le fisse di Marco: il traffico della domenica e i parcheggi-trappola#
Voglio essere chiaro su una delle mie fisse: chi percorre queste strade la domenica pomeriggio a 20 km/h per guardare il panorama senza accostare. Ragazzi, se vuoi guardare il mare, fermati nelle piazzole! Non bloccate chi vive la strada come un’esperienza dinamica.
E per favore, occhio ai parcheggi-trappola a Palinuro: evitate i parcheggi improvvisati su sterrato che chiedono cifre folli. cerca sempre le strisce blu ufficiali o chiedete ai locali, che spesso nascondono piccoli segreti per chi arriva con la passione nel motore.
Consigli pratici per il pilota cilentano#
- Punto Sosta Strategico: 40.231° N, 14.928° E (Belvedere di San Costabile). La vista su Punta Licosa al tramonto vale da sola il costo del carburante.
- Fuel & Food: Non fermarti ai grandi distributori. Cerca le piccole “mozzarellerie” lungo la strada tra Battipaglia e Paestum: la bufala campana DOP qui è religione.
- Logistica: Se la tua auto ha un assetto molto basso, fai attenzione ad alcuni tratti dopo Pollica; la manutenzione stradale non è sempre da Formula 1.
Se dopo il Cilento la tua voglia di asfalto non è ancora doma, ti consiglio il mio itinerario on-the-road nelle Dolomiti lucane o la mia guida generale ai viaggi in auto più iconici d’Italia.
Metti la marcia giusta e non smettete mai di guidare.