Benvenuti, care famiglie! Se state leggendo queste righe, probabilmente state provando un pizzico di quella che io chiamo amichevolmente “Ansia da Venezia”. Vi capisco perfettamente. Nonostante io viaggi per l’Italia da anni, prima di portare per la prima volta i miei figli nella Serenissima, la mia mente era affollata da immagini di passeggini incastrati su ponti millenari e bambini che correvano pericolosamente vicino al bordo dei canali senza ringhiere.
Ma lascia che vi sveli un segreto: Venezia è, in realtà, uno dei luoghi più magici del pianeta per un bambino. Senza il rombo delle auto, il fumo degli scarichi e il pericolo costante dei motorini, la città si trasforma in un gigantesco, silenzioso e labirintico parco giochi a cielo aperto. È un luogo dove ogni angolo nasconde un mistero, ogni ponte è un’avventura e le “strade” sono fatte di acqua cangiante che riflette secoli di storia.

Viaggiare con i figli può essere un mix caotico di magia e fatica, lo so bene. Ma con un pizzico di quella pianificazione “testata da mamma” che ho affinato in anni di avventure, potrai navigare tra i canali senza stress. Proprio come ho imparato organizzando le nostre settimane bianche a Bormio con i bambini, il segreto è trasformare ogni potenziale ostacolo in un’occasione di scoperta.
La grande domanda: passeggino o marsupio?#
Questa è la domanda che ricevo più spesso in assoluto! Venezia conta oltre 400 ponti, e quasi tutti hanno degli scalini.
Il mio consiglio pratico: Se il tuo bambino è ancora piccolo, un marsupio ergonomico di alta qualità è il tuo migliore alleato. Vi permetterà di muoverti con agilità tra le strette calli e di salire e scendere dai ponti senza fatica. Tuttavia, capisco che per una lunga giornata di esplorazione, il passeggino sia spesso indispensabile per i pisolini pomeridiani.
Se devi assolutamente portarlo, scegliete un modello “a ombrello”, leggerissimo e facile da chiudere. Durante i nostri viaggi, io e mio marito Lorenzo ci siamo abituati al “sollevamento veneziano”: uno davanti, uno dietro, e si solleva il passeggino sopra ogni ponte. È un ottimo allenamento, ve lo garantisco! Se hai già sperimentato la libertà di una vacanza sulla costa, come nel mio racconto su Castiglione della Pescaia, saprete che la semplicità nell’attrezzatura è la chiave del successo.
Suggerimento da insider: cerca le mappe della “Venezia Accessibile” fornite dal Comune. Indicano i percorsi privi di barriere architettoniche, particolarmente utili intorno a Piazza San Marco e lungo le Zattere, dove spesso vengono installate rampe che restano agibili per diversi mesi.
Arrivare a Venezia: la magia del primo incontro#
La prima impressione conta tantissimo! Per evitare un inizio stressante, ti consiglio caldamente di non prendere l’autobus dall’aeroporto Marco Polo a Piazzale Roma. È spesso affollato, caldi e manca completamente di quel “senso di meraviglia” che Venezia merita.
In alternativa, prendi l’Alilaguna (linea blu o arancione). È molto più economica di un taxi acqueo privato, ma regala comunque ai bambini l’emozione di dire “Siamo su una barca!”. Vedere il profilo di Venezia che sorge dalla laguna per la prima volta è un modo fantastico per creare ricordi indelebili.
Se il tuo budget permette un piccolo lusso, un taxi acqueo privato direttamente al molo del tuo hotel è il massimo del relax. Ci si sente un po’ come in un film di James Bond, e vedere le facce dei miei figli, Leonardo e Beatrice, mentre sfrecciavamo tra le onde è un ricordo che custodirò per sempre.
Dove dormire: trovare il nido perfetto per la famiglia#
Mentre San Marco è il cuore pulsante dell’azione, può essere travolgente per i più piccoli a causa della folla. Io consiglio sempre di cercare alloggio nei sestieri di Cannaregio o Castello.
- Cannaregio: È un quartiere “vero”, dove vivono ancora molte famiglie veneziane. Il Rio Terà San Leonardo è largo e facile da percorrere anche con i bimbi.
- Castello: Se ti dirigei verso Via Garibaldi, troverete marciapiedi larghi (una rarità a Venezia!) e il bellissimo Parco delle Rimembranze, che ospita un parco giochi meraviglioso, ideale per far correre i piccoli in libertà.
Leonardo e Beatrice hanno adorato stare in un appartamento piuttosto che in un hotel. Avere una piccola cucina per preparare una cena veloce a base di pasta quando tutti sono troppo stanchi per un ristorante è una salvezza. Inoltre, andare dal fruttivendolo locale che vende la merce direttamente dalla barca è un’attività divertentissima!
La “Caccia al Leone”: come tenere impegnati i piccoli esploratori#
Venezia è un museo vivente, ma non possiamo pretendere che i bambini guardino pale d’altare per ore. Dobbiamo trasformare la visita in un gioco!
Il simbolo di Venezia è il Leone Alato di San Marco. Quando visitiamo la città, organizziamo sempre una “Caccia al Leone”. Ce ne sono a centinaia: scolpiti sui muri, in cima alle colonne, persino nascosti sui battiporta delle case. Io do ai miei figli un piccolo taccuino e ogni volta che trovano un leone, ricevono un adesivo. Questo li tiene attenti e curiosi per ore mentre camminiamo.
Un altro luogo magico che i bambini adorano è la Libreria Acqua Alta a Castello (Calle Lunga Santa Maria Formosa). È spesso definita “la libreria più bella del mondo”. Qui i libri sono conservati in vasche da bagno e persino in una gondola a grandezza naturale per proteggerli dalle inondazioni. I miei figli hanno passato un’ora a salire la scalinata fatta di vecchie enciclopedie nel cortile sul retro per sbirciare oltre il muro del canale. È pura poesia visiva.
Navigare l’acqua: Gondole vs. Traghetti#
Il giro in gondola è il sogno di tutti, vero? Ma con tariffe che oscillano tra gli 80 e i 100 euro per 30 minuti, può essere una batosta per il budget familiare.
Il segreto di Elena: Usa il Traghetto da Parada. Sono grandi gondole usa dai veneziani per attraversare il Canal Grande in punti specifici (come tra Campo Santa Sofia e il Mercato di Rialto). Costa solo 2 euro a persona e la traversata dura circa due minuti. È il modo perfetto per regalare ai bambini l’esperienza della gondola senza spendere una fortuna.
Per gli spostamenti generali, acquistate un pass per il Vaporetto. I bambini sotto i sei anni viaggiano gratis! Sedersi a prua o a poppa di un vaporetto è il modo migliore per vedere i palazzi del Canal Grande senza stancare le gambine dei piccoli. Se la navigazione tradizionale vi appassiona, (Aggiornamento: ho dedicato una guida completa alla leggendaria Vogalonga di Venezia, un evento che toglie il fiato).
Mangiare con palati difficili: oltre la solita pizza#
Il cibo italiano è generalmente amato dai bambini, ma Venezia può essere un po’ complicata per via della forte presenza di piatti a base di pesce o nero di seppia.
- Tappe Gelato: Non puoi sbagliare con la Gelateria Nico alle Zattere. prendi un “Gianduiotto” (un blocco di gelato al cioccolato e nocciola annegato nella panna montata) e siediti sulla larga passeggiata mentre i bambini guardano le navi e i rimorchiatori passare.
- Cicchetti per mamma e papà, Pizzette per i bimbi: Vai alla Cantina Do Mori (vicino a Rialto). È l’osteria più antica di Venezia. Mentre ti godi un’ombra (un calice di vino) e qualche cicchetto tradizionale, i bambini possono gustare delle pizzette deliziose o crostini semplici con il prosciutto.
- La cena perfetta per la famiglia: Visitate la Trattoria dalla Marisa a Cannaregio. È accogliente, rustica e trattano i bambini come piccoli re. Non c’è un menu fisso; Marisa vi dirà semplicemente cosa ha cucinato quel giorno. Sembra di mangiare nella cucina di una nonna veneziana. Ricorda molto l’atmosfera autentica delle orecchiette fatte a mano a Bari Vecchia che la mia collega Giulia ama tanto raccontare.
Consigli pratici di sicurezza per la serenità dei genitori#
So che l’acqua può spaventare i genitori. Ecco i miei consigli premurosi per stare tranquilli:
- La regola del “lato muro”: Quando camminate lungo i canali senza ringhiere (la maggior parte!), tenete sempre i bambini sul lato “interno” della calle, quello più vicino ai palazzi.
- Colori vivaci: Venezia è un labirinto. Vestite i tuoi figli con colori accesi e facili da individuare tra la folla.
- Identificazione: Io infilo sempre un biglietto da visita del nostro hotel nella tasca dei bambini, oppure uso un tatuaggio temporaneo sulla loro pelle con il mio numero di telefono.
- Fontanelle: Venezia è piena di fontanelle (fontane) con acqua freschissima e potabile. Portate una borraccia riutilizzabile e date ai bambini il compito di “trovare la prossima fontana” per restare idratati. È un ottimo modo per risparmiare e insegnare loro il valore dell’acqua pubblica.
Un momento di pace: i parchi e i giardini segreti#
Quando la folla intorno a San Marco diventa troppa, dirigetevi verso i Giardini della Biennale. È un vasto spazio verde con molto spazio per correre e giocare. È perfetto per i bambini che hanno bisogno di sfogare l’energia dopo una mattina passata tra calli strette. C’è anche un bar delizioso dove puoi sederti sotto gli alberi mentre i piccoli giocano poco distante. Se dopo il dinamismo della laguna cerca il silenzio assoluto di un lago fatato, (Aggiornamento: la mia collega Sofia ha recentemente pubblicato una guida onirica al Lago d’Orta, una meta che merita il viaggio).
Creare ricordi che durano una vita#
La nostra ultima sera a Venezia facciamo sempre la stessa cosa. Compriamo qualche fetta di pizza da asporto (come da Antico Forno vicino a Rialto), cerchiamo un campo tranquillo con un vecchio pozzo al centro e facciamo un picnic mentre i bambini locali giocano a pallone.
Venezia non è solo monumenti; è la luce che colpisce l’acqua, il suono delle campane e la gioia di stare insieme in un luogo che sembra uscito da una fiaba. Non cerca di vedere tutto. Se vedi solo una chiesa ma passate due ore a dare da mangiare ai piccioni o a guardare un soffiatore di vetro a Murano, quella sarà stata una giornata di successo.
Viaggiare con i propri figli è un dono. Non sarà sempre perfetto — ci sarà forse un capriccio vicino al Palazzo Ducale o un gelato caduto a terra a Cannaregio — ma questi sono i momenti che ricorderete per anni.
Buon viaggio, care famiglie. Goditi ogni istante magico nella Serenissima!
Con amore, Elena