Ciao a tutti, sono Luca. Mentre la maggior parte dei turisti si accalca tra le calli di Venezia o si mette in coda per un selfie in Piazza San Marco, io di solito prendo un vaporetto verso l’ignoto. Se pensa che la Laguna di Venezia finisca ai confini del Canal Grande, lascia che vi sveli un segreto: il vero cuore pulsante del Veneto batte dove l’acqua diventa silenzio, dove i canneti sostituiscono i palazzi e dove il tempo è dettato dalle maree, non dagli orari dei tour organizzati.
Oltre le gondole e le maschere di plastica, esiste un mondo fatto di barene, ghebi e valli da pesca che sembra sospeso nel tempo. È la laguna “minore”, quella che la maggior parte dei visitatori ignora completamente, ma che custodisce l’anima più verace e resiliente della Serenissima.

Sant’Erasmo: l’orto di Venezia#
La nostra prima tappa è Sant’Erasmo, affettuosamente chiamata “l’orto di Venezia”. Questa grande isola fertile è il polmone verde della laguna, il luogo da cui proviene gran parte dei prodotti freschi che trovate al mercato di Rialto. Appena scesi al molo del Capannone, l’aria cambia: profuma di terra ricca, di sale e di vegetazione rigogliosa.
L’isola è piatta e perfetta da esplorare in bicicletta. Mi ricordo un mattino di primavera, pedalando tra i campi di castraure (il primo tenerissimo germoglio del carciofo violetto), una prelibatezza locale così rara da essere quotata come l’oro. Qui non troverete negozi di souvenir, ma piccoli banchi che vendono miele di barena (un sapore unico, quasi amaro) e vino locale. Il mio consiglio segreto: cerca il bar-trattoria Ai Tedeschi vicino alla Torre Massimiliana. È un posto schietto, dove si mangia una pasta e fasioi o del baccalà mantecato che sanno di casa, guardando le barche che scivolano lente verso il mare.
Mazzorbo: la vigna murata e l’uva Dorona#
Collegata alla coloratissima Burano da un ponte di legno (il “Ponte Longo”), Mazzorbo è la sua antitesi silenziosa. Mentre Burano è un caleidoscopio di turisti, Mazzorbo è una distesa di vigneti e orti. Qui è avvenuto un piccolo miracolo enologico: il recupero dell’antica Uva Dorona di Venezia, un vitigno a bacca dorata che si credeva perduto dopo l’alluvione del 1966.
Passeggiare tra i filari della tenuta Venissa, circondati da mura trecentesche, è un’esperienza che ti riconnette con la storia agraria della laguna. Se questo mix di natura e itinerari insoliti vi ispira, il mio collega Marco ha preparato una guida fantastica su come esplorare il Veneto oltre i soliti percorsi, includendo un itinerario itinerante durante il Carnevale.
Torcello: dove tutto ebbe inizio#
Se Venezia ha un inizio, quello è Torcello. Oggi abitata da appena una decina di persone, un tempo era una città fiorente che superava per importanza la stessa Venezia. Camminare lungo l’unico sentiero sterrato verso la cattedrale ti fa sentire il peso della storia.
La Basilica di Santa Maria Assunta, con i suoi mosaici bizantini del “Giudizio Universale”, è un capolavoro che sfida i secoli. Ma c’è anche un lato più mondano: la Locanda Cipriani. Fondata da Giuseppe Cipriani (lo stesso dell’Harry’s Bar), ha ospitato Ernest Hemingway, che qui scrisse parte di “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Sedersi nel loro giardino per un caffè è come entrare in una macchina del tempo. È un luogo magico, ma richiede rispetto, lo stesso che consiglio di portare quando si esplorano le misteriose rovine di Poveglia, di cui Alessandro ha raccontato il lato più oscuro.
Pellestrina: l’isola dei pescatori e dei murazzi#
Stretta e lunga dieci chilometri, Pellestrina è una barriera naturale tra il mare e la laguna (45.3121, 12.3082). È un mondo a parte, dove la vita ruota attorno alla pesca e le case colorate si affacciano direttamente sull’acqua. Ciò che amo di Pellestrina sono i Murazzi, imponenti difese in pietra d’Istria costruite dalla Repubblica nel XVIII secolo per proteggere la laguna dalle mareggiate.
puoi percorrere l’intera isola in bici, pedalando letteralmente in mezzo all’acqua, con l’Adriatico da un lato e la laguna dall’altro. Fermati a mangiare a San Pietro in Volta: il pesce qui non è solo fresco, è vivo. Da Celeste potrai assaggiare le moeche fritte (i granchi teneri) durante la stagione, un’esplosione di sapore lagunare puro.
Chioggia: la “piccola Venezia” col cuore grande#
All’estremità sud della laguna sorge Chioggia. Spesso paragonata a Venezia per i suoi canali e ponti, ha un carattere molto più ruvido e autentico. È una città di mare vera, che ospita una delle flotte pescherecce più grandi d’Italia.
Il mercato ittico è un’esperienza sensoriale: le grida dei pescatori (i mògnoli), l’odore intenso del pescato del giorno e l’energia frenetica dell’asta. Il mio consiglio segreto: Visitate Chioggia di giovedì mattina, quando lungo il Corso del Popolo si svolge uno dei mercati più grandi e vivaci del Veneto. È il posto migliore per osservare l’anima popolare di questa terra.
I crucci di Luca: il rispetto per l’acqua#
Voglio essere molto chiaro su un punto che mi sta a cuore. La laguna è un ecosistema fragile. Uno dei miei crucci più grandi è il “moto ondoso” causato dai motoscafi che sfrecciano a velocità eccessiva, distruggendo le barene e le fondamenta delle case. Se vuoi vivere la laguna, fatelo con rispetto.
- Vai piano: Usa i mezzi pubblici o, meglio ancora, barche a remi o elettriche.
- Niente Rifiuti: Le barene non sono discariche. Portate via tutto quello che portate con te.
- Abbandonate i Cliché: Smettete di cercare la “Venezia da cartolina” e iniziate a guardare il fango, i canneti e gli uccelli migratori. È lì che vive la vera bellezza.
Consigli pratici per l’esploratore lagunare#
- Meteo e Maree: Scaricate un’app per monitorare le maree. Se c’è acqua alta, alcuni sentieri potrebbero essere impraticabili, ma l’atmosfera diventa ancora più surreale.
- Attrezzatura: Portate sempre un binocolo. La laguna è una delle aree più importanti d’Europa per il birdwatching. Vedere un cavaliere d’Italia tra le barene di Lio Piccolo è un regalo della natura.
- Periodo: L’autunno è magico. La nebbia che avvolge i casoni di Caorle o i canneti di Valle Vecchia crea un’atmosfera da film. Se cerca un contrasto con questa quiete e vuoi un’avventura selvaggia in un’altra isola italiana, ho preparato una guida sulle isole segrete della Sicilia.
La laguna veneta è un invito a rallentare, a sentire il ritmo del tuo respiro che si sincronizza con quello dell’acqua. È un mondo di rive silenziose che aspettano solo di essere ascoltate.
Buon viaggio nel blu, Luca