C’è un giorno all’anno in cui il Canal Grande di Venezia smette di essere un’autostrada per vaporetti e taxi acquei e torna a essere quello che è sempre stato per un millennio: un’arteria vitale mossa solo dalla forza delle braccia e dall’amore per la laguna. Quel giorno è la Vogalonga.
Ma il 24 maggio 2026 non sarà una domenica come le altre. Quest’anno la Vogalonga celebra il suo 50° anniversario, un traguardo monumentale che trasforma quella che è nata come una pacifica protesta in una delle più grandi manifestazioni di resistenza culturale e ambientale del mondo.
Sono Alessandro, e come storico ho sempre guardato alla Vogalonga non come a una semplice regata, ma come a un atto di amore collettivo verso una città che lotta ogni giorno per la sua dignità. Partecipare o assistere alla 50ª edizione significa essere testimoni di un rito che fonde sport, tradizione e un appello disperato ma gioioso alla sostenibilità.

In questo articolo, voglio portarti nel cuore di questo evento, svelandovi le sue radici profonde e i segreti per vivere questo anniversario storico da veri insider.
1974: La nascita di una protesta a remi#
Per capire l’importanza della Vogalonga, bisogna tornare indietro di mezzo secolo. Nel 1974, un gruppo di amici veneziani – capitanati da figure storiche come Lauro Bergamo e Rosa Salva – decise che era giunto il momento di dire basta. Il “moto ondoso” causato dalle imbarcazioni a motore stava letteralmente mangiando le fondamenta di Venezia, e la tradizione della voga alla veneta stava scomparendo, schiacciata dalla modernità.
La prima edizione ufficiale, nel 1975, fu una sorpresa per tutti: migliaia di veneziani rispolverarono le vecchie barche di famiglia, sandoli, mascarete e caorline, per riappropriarsi dello spazio acqueo che era stato loro sottratto.
Non era una gara per chi arrivava primo. Era (ed è ancora) una sfilata non competitiva dove l’unico premio è la medaglia di partecipazione e l’onore di aver contribuito a mantenere viva la città. Questa dedizione alla conservazione delle tradizioni più pure è un tratto che ho ritrovato spesso nei miei viaggi, dove il recupero di un’arte antica diventa un atto politico. (Se amate le storie di chi difende l’autenticità contro l’omologazione, ti consiglio di leggere il mio approfondimento sulla Festa di San Pietro a Venezia, un altro momento in cui la città torna ai veneziani).
La Voga alla Veneta: un’arte di equilibrio#
Partecipare alla Vogalonga richiede una preparazione fisica e tecnica notevole. La voga alla veneta non è il canottaggio che vediamo alle Olimpiadi. Qui si voga in piedi, guardando avanti, diventando un tutt’uno con l’imbarcazione. È una tecnica di equilibrio perfetto tra la spinta del remo e lo scivolamento sullo scafo, studiata per navigare nelle acque basse e insidiose della laguna.
Per i 30 chilometri del percorso, i vogatori devono gestire le correnti, il vento e la stanchezza, mantenendo un ritmo costante che è quasi ipnotico. Vedere le imbarcazioni più grandi, come le “Dodesona” con dodici rematori in perfetta sincronia, è uno spettacolo di coordinazione che lascia senza fiato.
Il Percorso dei 30 Km: attraverso il silenzio della laguna#
Il tracciato della Vogalonga è un capolavoro di geografia lagunare. Si parte con il fragore del colpo di cannone nel Bacino di San Marco, proprio davanti al Palazzo Ducale, in un’esplosione di colori e urla di gioia.
La flotta si dirige poi verso le isole del nord:
- Vignole e Sant’Erasmo: dove si respira l’aria della “Venezia contadina”.
- Burano e Mazzorbo: con le loro case colorate che riflettono la luce del mattino.
- Murano: l’isola del vetro, dove le botteghe si fermano per applaudire il passaggio delle barche.
Ma il momento più drammatico e magico è il rientro a Venezia attraverso il Canale di Cannaregio. Migliaia di persone si assiepano sui ponti e sulle fondamenta per accogliere i vogatori stremati. Il rumore dei remi che battono sull’acqua e le grida di incitamento creano un’atmosfera elettrica. Se state visitando Venezia con i tuoi figli durante questo weekend, la Vogalonga è l’occasione perfetta per mostrare loro che la città non è un museo, ma un luogo vivo. (A proposito di logistica familiare, la mia collega Elena ha preparato una guida preziosa su come gestire Venezia con i bambini senza stress).
Il 50° Anniversario: cosa aspettarsi nel 2026#
Per il traguardo dei cinquant’anni, il comitato organizzatore ha previsto eventi speciali che dureranno per l’intera settimana precedente al 24 maggio. Ci saranno mostre storiche con le foto delle prime edizioni, workshop gratuiti di voga alla veneta per i giovani e concerti di musica tradizionale lungo i canali.
La partecipazione prevista per il 2026 è record: si attendono oltre 2.000 imbarcazioni provenienti da ogni angolo del globo. Vedrete canoe polinesiane, dragon boat cinesi, kayak inglesi e persino imbarcazioni autocostruite, tutte unite dallo stesso spirito di fratellanza acquea.
I consigli di Alessandro per il viaggiatore consapevole#
Vivere la Vogalonga da spettatore richiede una piccola strategia per evitare la calca e godersi i momenti migliori.
- Il punto di osservazione: Il Ponte dei Tre Archi è iconico, ma affollatissimo. Se vuoi un’esperienza più intima, prendi un vaporetto la mattina presto verso l’isola di Murano (Faro) e osservate il passaggio della flotta nel canale centrale. È un momento di pura magia prima del trambusto finale.
- La colazione veneziana: Fate scorta di energia con un “tramezzino” o dei “cicchetti” tipici in una delle osterie di Cannaregio prima dell’arrivo. Sarà la tua linfa vitale mentre aspettate il passaggio delle barche.
- Rispetto per l’acqua: Ricordate che la Vogalonga è un inno alla sostenibilità. Se sei spettatori, assicurati di non lasciare rifiuti lungo le fondamenta e di rispettare le zone delimitate per la sicurezza dei vogatori.
Questa ricerca di un legame armonioso con il territorio, tra fatica e bellezza, è la stessa che ritroviamo in altre manifestazioni storiche italiane che hanno saputo preservare la propria integrità. (Se questo spirito di conservazione vi affascina, ti invito a scoprire il mio post su Sabbioneta, la città ideale, un altro luogo dove la visione umana ha creato una perfezione che sfida il tempo).
La Vogalonga non è solo una festa; è una promessa. La promessa che finché ci sarà un veneziano pronto a impugnare un remo e un ospite disposto a rispettare il silenzio della laguna, Venezia non affonderà mai.
Ci vediamo in Bacino di San Marco, Alessandro