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sulle mie strade: Una passeggiata tra le dune selvagge della Costa verde in sardegna

·5 minuti·Luca

La Sardegna non ha certo bisogno di presentazioni. Ma lascia che vi sveli un segreto: la vera magia dell’isola non si trova negli yacht della Costa Smeralda o nei resort di lusso. La vera Sardegna è quella dura, pura e silenziosa che si nasconde lungo la Costa Verde. È un tratto di costa sud-occidentale dove l’uomo ha dovuto arrendersi alla forza della natura e dove il tempo sembra essersi fermato all’epoca delle grandi miniere.

Sono Luca, e oggi voglio portarti in un luogo dove il lusso è sostituito dal silenzio e l’avventura è l’unica moneta accettata.

Le dune dorate della Costa Verde della Sardegna che si estendono fino a un mare color turchese
Le dune selvagge di Piscinas: il ‘Sahara’ italiano che sfida il mare della Costa Verde.

Aggiornamento: Qualche settimana dopo le mie avventure sulle dune sarde, la mia collega Sofia ha scritto un articolo incantevole su un altro rifugio di pace: Monte Isola nel Lago d’Iseo. Ma se cerca la polvere delle sterrate e il ruggito del maestrale, restate con me.

Piscinas: il deserto che incontra il mare
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Il gioiello della Costa Verde è senza dubbio Piscinas. Immaginate dune di sabbia dorata che raggiungono i 60 metri d’altezza (tra le più alte d’Europa), modellate costantemente dal vento e punteggiate da ginepri secolari e gigli di mare. È un paesaggio africano trasportato nel cuore del Mediterraneo.

Per arrivare a Piscinas bisogna percorrere circa 8 chilometri di strada sterrata che attraversa un paesaggio post-apocalittico di archeologia industriale. Passando per Ingurtosu, vedrete i resti delle vecchie lavanderie minerarie e dei carrelli che trasportavano il minerale verso il mare. È una vista che toglie il fiato e che ti prepara alla maestosità della spiaggia. Se amate i luoghi selvaggi ma preferite la montagna, ti consiglio la mia guida al Selvaggio Blu.

Scivu: la spiaggia parlante
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Poco più a sud si trova Scivu, un’altra spiaggia leggendaria. È cinta da un’imponente scogliera di arenaria che brilla di rosso al tramonto. Scivu è conosciuta come “la spiaggia parlante” perché, a causa della composizione e della secchezza della sabbia, camminandoci sopra si produce un suono sordo e ritmico, quasi un lamento della terra.

Qui la solitudine è assoluta. Anche in pieno agosto, basta camminare per qualche centinaio di metri per trovarsi completamente soli. È il luogo perfetto per chi vuole riconnettersi con se stesso, lontano dal rumore degli spritz e della musica da spiaggia. Se viaggi con bambini e cerca qualcosa di meno “brutale” e più attrezzato, Elena consiglia le spiagge della Maremma toscana.

Archeologia industriale: il fascino delle miniere
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La Costa Verde non è solo mare; è la storia del sudore e della fatica dei minatori sardi. Borghi fantasma come Naracauli e la stessa Ingurtosu offrono uno spettacolo di archeologia industriale unico al mondo. Vedere il “Palazzo della Direzione” che svetta tra i fichi d’india come un castello medievale trapiantato nel deserto è un’immagine che non dimenticherete facilmente.

Aggiornamento: Queste miniere, attive fino agli anni ‘60, estraevano zinco e piombo. Come ha raccontato la mia collega Martina nella sua guida all’Iglesiente e ai suoi cammini minerari, questa costa conserva un fascino industriale e selvaggio unico al mondo, dove i binari arrugginiti arrivano fin sulla sabbia. Se sei affascinati dai luoghi abbandonati che raccontano storie di utopie finite, devi leggere il mio racconto su Craco in Basilicata.

I crucci di Luca: non è un posto per “fighetti”
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Voglio essere brutale: uno dei miei crucci più grandi sono i turisti che arrivano qui con la macchina a noleggio pulita e iniziano a lamentarsi per gli 8 km di sterrato. “Ma non c’è il Wi-Fi?”, “Ma il parcheggio è lontano?”. Ragazzi, se cerca il Wi-Fi e il parcheggio con il valet, la Costa Smeralda è dall’altra parte dell’isola. Qui si viene per staccare, non per postare in tempo reale.

E poi c’è la questione della sabbia. Mi manda fuori di testa chi prova a riempirsi le bottigliette di plastica con la sabbia delle dune di Piscinas. È un furto alla natura e un reato punito severamente. Quelle dune sono un ecosistema fragile protetto dall’UNESCO; se le amate, lasciale dove sono. Portate via i tuoi rifiuti e lascia solo le tue impronte (che il vento cancellerà comunque in pochi minuti).

Il segreto dell’esploratore: incontro con il cervo
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Il mio consiglio segreto è di svegliarti prima dell’alba. Se sei fortunati e restate in silenzio tra le dune di Piscinas, potrai assistere a uno spettacolo incredibile: il cervo sardo che scende dalle colline ricoperte di macchia mediterranea fin sulla riva del mare per cercare sorgenti d’acqua dolce o semplicemente per passeggiare sulla sabbia fresca. È l’unico posto al mondo dove potrai vedere un cervo maestoso con il mare come sfondo (39.544° N, 8.448° E).

Un maestoso cervo sardo in piedi sulle dune di sabbia dorata di Piscinas al tramonto con il mare sullo sfondo
Un incontro raro: il cervo sardo (Cervo Sardo) stagliato contro le dune di Piscinas al tramonto.

Per quanto riguarda il cibo, non aspettatevi menu turistici. Fermati a Buggerru o nelle piccole aziende agricole dell’entroterra. Chiedete i malloreddus alla campidanese o il pecorino stagionato nelle grotte minerarie. È un sapore forte, sincero, proprio come questa costa.

La Costa Verde è un atto di fede. Richiede ammortizzatori resistenti e un’anima disposta a farsi graffiare dal vento. Ma quello che riceverete in cambio è la sensazione, ormai rarissima, di aver scoperto l’ultimo lembo di un’Italia che non si è ancora arresa.

Restate selvaggi e rispettosi.

A presto, Luca