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gli dintorni autentici di San Gimignano: borghi che pochi ti consiglieranno becomes: gli dintorni autentici di San Gimignano: borghi che pochi ti consiglieranno

·5 minuti·Luca

San Gimignano, con le sue torri che svettano come un grattacielo medievale sulla Val d’Elsa, è senza dubbio una delle icone più amate della Toscana. Ma per un esploratore ribelle come me, San Gimignano è solo l’inizio. Per chi è disposto a guidare pochi chilometri oltre le sue mura affollate, si apre un mondo di borghi silenziosi dove la pietra racconta storie più intime e il ritmo della vita segue ancora il battito lento delle stagioni.

In questa terra di colline ondulate e vigneti ordinati, esistono gemme preziose che spesso sfuggono ai radar dei bus turistici. Sono luoghi dove il mattone rosso sostituisce il travertino grigio e dove le mura fortificate proteggono una quiete che altrove è diventata rara.

Un tranquillo vicolo in mattoni rossi a Certaldo Alto con antiche mura in pietra e uno scorcio della campagna toscana
Certaldo Alto: Un capolavoro in mattoni rossi dove il tempo sembra essersi fermato ai tempi di Boccaccio.

Aggiornamento: Molto tempo dopo aver scritto queste righe, la mia collega Sofia ha pubblicato una guida splendida per una fuga romantica tra le vigne della Toscana. Ma se cerca un’anima ancora più intima e romantica, la mia collega Sofia ha recentemente aperto le porte dei più bei giardini segreti di Lucca, un vero rifugio di pace nel cuore della Toscana.

Certaldo Alto: il borgo del Decameron
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A soli dieci minuti da San Gimignano si trova Certaldo Alto. Dimenticate il grigio della pietra calcarea; qui tutto è di un rosso intenso e caldo. È un mondo di mattoni fatti a mano con l’argilla locale. Certaldo è la città natale di Giovanni Boccaccio, e camminare per la sua via principale, intitolata proprio al grande autore del Decameron, dà la sensazione di essere in una novella medievale.

Non fermati solo alla piazza principale. Il vero cuore di Certaldo è il palazzo Pretorio, con la sua facciata decorata dagli stemmi in terracotta dei vari vicari che hanno governato qui per secoli. Entrate nel cortile e cerca il piccolo giardino interno: la vista sui vigneti circostanti al tramonto è pura poesia, senza l’ombra di un ombrellone turistico o di un menu a prezzo fisso.

Monteriggioni: una corona di pietra
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Monteriggioni è probabilmente il borgo più scenografico di tutta la Toscana. Dante Alighieri ne rimase così colpito che paragonò le sue quattordici torri ai giganti dell’Inferno. È un castello circolare perfetto che domina la via Francigena dall’alto di una collina.

La maggior parte dei turisti si ferma solo per scattare una foto dall’autostrada e poi prosegue. Errore gravissimo. Bisogna entrare, salire sui camminamenti di ronda (al crepuscolo è magico) e sentire il vento che soffia tra le torri. Quando cala il sole e i visitatori giornalieri se ne vanno, la piazzetta centrale diventa un salotto all’aperto, un luogo dove il tempo sembra davvero essersi fermato.

Colle di Val d’Elsa: cristallo e storia
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Spostiamoci a Colle di Val d’Elsa. Molti la ignorano perché la vedono come una città moderna, ma la parte alta (Colle Alta) è un labirinto di rampe ripide, passaggi sotterranei e palazzi nobiliari. Qui è nato Arnolfo di Cambio, l’architetto che ha progettato il Duomo di Firenze e Palazzo Vecchio.

Colle è la capitale italiana del cristallo. Ancora oggi, nei laboratori del borgo, si lavora il vetro con tecniche artigianali millenarie. Passeggiare per via del Castello, attraversare il ponte sospeso e affacciarsi dal Baluardo è un’esperienza che vi riconnetterà con la Toscana meno commerciale e più laboriosa. Se amate le città scavate nel tufo e nella storia, ti consiglio la mia guida alla Pitigliano.

San Vivaldo: la Gerusalemme di Toscana
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Se cerca un luogo che pochi conoscono, devi andare a San Vivaldo. Immerso nei boschi vicino a Montaione, questo complesso religioso è conosciuto come la “Gerusalemme di Toscana”. All’inizio del Cinquecento, un frate francescano riprodusse in scala ridotta i luoghi sacri della Terra Santa (il Santo Sepolcro, il Calvario, la grotta della Natività) affinché chi non poteva permettersi il pellegrinaggio a Gerusalemme potesse vivere la stessa esperienza spirituale qui. È un luogo di una pace e di un fascino architettonico unici al mondo.

I crucci di Luca: non è un videogame
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Voglio confidarti uno dei miei crucci più grandi: gli appassionati di videogame che arrivano a Monteriggioni solo perché l’hanno vista in Assassin’s Creed, senza avere la minima idea di chi fosse Dante o di cosa rappresentasse quel castello per la storia di Siena. Mi manda fuori di testa la gente che scambia la storia millenaria per un livello di gioco.

Detesto anche chi compra i “souvenir di vetro” a San Gimignano pensando che siano autentici. Se vuoi il cristallo vero, devi andare a Colle di Val d’Elsa e vederlo molare a mano. E per favore, smettetela di ordinare la Vernaccia “turistica”: la Vernaccia è un vino eroico, va cercata nelle piccole cantine dei dintorni, non nei bar che espongono le lavagnette colorate.

Il segreto dell’esploratore: il Sentierelsa
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Il mio consiglio segreto è di non restare solo tra le pietre dei borghi. Scendete a Colle di Val d’Elsa e cerca l’imbocco del Sentierelsa (43.418° N, 11.112° E). È un sentiero che costeggia il fiume Elsa, le cui acque sono di un turchese così intenso che sembrano artificiali.

potrai camminare per circa 4 km tra cascate, ponticelli di legno e pozze dove (se l’acqua non è troppo fredda) potrai fare un bagno rigenerante sotto l’ombra dei salici. È la Toscana segreta dell’acqua, un contrasto perfetto con l’arido calcare delle torri di San Gimignano. Prima di ripartire, fermati a Certaldo per assaggiare la famosa cipolla di Certaldo caramellata con il pecorino: è un presidio Slow Food che vi farà capire perché questa terra è benedetta.

Restate curiosi e non fermati mai alla prima torre.

A presto, Luca