Quando la maggior parte delle persone pensa alla Puglia, immagina le distese di ulivi del Salento o i trulli della Valle d’Itria. Ma se osservate la mappa dell’Italia e cercate lo “sperone” dello stivale, troverete un paesaggio completamente diverso: la Penisola del Gargano.
Sono Marco, e guidare nel Gargano è una delle esperienze più gratificanti che si possano fare al volante in Italia. È una terra dove le scogliere calcaree si tuffano a picco in un Adriatico turchese e dove, a pochi chilometri nell’entroterra, ci si ritrova immersi in una selva ancestrale che profuma di faggi e querce secolari.

La Costa della Luce: da Mattinata a Vieste#
La strada tra Mattinata e Vieste (la SP53) è il gioiello della corona del road trip garganico. La carreggiata si aggrappa al fianco delle bianche scogliere, offrendo panorami mozzafiato ad ogni curva. Lungo il percorso passerete davanti ai famosi Faraglioni di Mattinata e ai numerosi trabucchi, le antiche e ingegnose macchine da pesca in legno che sembrano giganti ragni appollaiati sulle rocce. ## Le cose che mi infastidiscono: le strade interrotte e i “braccini corti” Se amate le strade che sfidano la gravità e regalano panorami infiniti, (Aggiornamento: ho scritto una guida su come affrontare la Regina delle Alpi, il Passo dello Stelvio).
Vieste: la Perla del Gargano#
Vieste è un capolavoro candido costruito su una penisola rocciosa. Il suo simbolo è il Pizzomunno, un monolite di calcare bianco alto 25 metri che domina la spiaggia del castello. Leggenda vuole che sia il giovane Pizzomunno pietrificato dal dolore per la perdita della sua amata Cristalda, rapita dalle sirene gelose. Se dopo aver esplorato lo sperone desiderate scendere verso il “tacco” dell’Italia, (Aggiornamento: Luca ha pubblicato un’avventura fuori dai percorsi battuti nel Salento).
Nell’entroterra: la Foresta Umbra#
Lasciate la costa e salite verso il cuore della penisola. La Foresta Umbra (il cui nome deriva dall’ombra fitta dei suoi alberi) è un ecosistema unico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Qui i faggi crescono a quote insolitamente basse per il Sud Italia, creando un microclima fresco e rigenerante anche nelle giornate estive più torride.
Il consiglio di Marco: Visitate il Gargano tra settembre e ottobre. La temperatura è perfetta, l’acqua è ancora calda e le strade sono tutte per voi. È il momento ideale per godersi ogni tornante senza fretta.
Il Gargano non è solo un viaggio, è una scoperta continua di una Puglia selvaggia e inaspettata che vi lascerà senza fiato.
A presto, Marco