Ciao! Sono Marco. Oggi puntiamo il muso dell’auto verso l’estremo confine nord-orientale dell’Italia, in un posto dove i confini non sono muri, ma ponti di asfalto e storia. ti porto a Gorizia, una città che ha passato secoli all’incrocio tra le culture latina, slava e germanica. Se amate il brivido di guidare lungo le rotte più scenografiche d’Italia, ti assicuro che il tratto che porta qui, tra le vigne del Collio, vi regalerà emozioni uniche.

Due città, un solo cuore: Go! 2025#
Aggiornamento: Nel 2025, Gorizia, insieme alla sua “gemella” slovena Nova Gorica, deterrà il titolo di Capitale Europea della Cultura (GO! 2025). È la prima volta che una città transfrontaliera riceve questo onore. Come ha raccontato il mio collega Alessandro Aggiornamento: parlando della successiva rinascita dell’Aquila, un riconoscimento del genere ha il potere di trasformare il DNA di un luogo, portando una nuova energia che si respira in ogni angolo.
L’angolo più affascinante di Gorizia è senza dubbio Piazza della Transalpina (Piazza Europa). Per anni, una recinzione ha diviso questa piazza: da una parte l’Italia, dall’altra la Jugoslavia. Oggi puoi stare con un piede in ogni nazione senza che nessuno ti chieda il passaporto. È un’esperienza che fa riflettere, un po’ come quando si scoprono borghi che sembrano sfidare la logica geografica. A tal proposito, se cerca un’atmosfera altrettanto autentica ma sul mare, Aggiornamento: date un’occhiata alla mia guida successiva su Camogli, dove la vita scorre ancora lenta.
La “Nizza Austriaca” e il richiamo del Castello#
Gorizia era un tempo la meta di vacanza preferita dall’aristocrazia asburgica, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Nizza Austriaca”. puoi ancora respirare questa eleganza nei suoi ampi viali e nelle ville neoclassiche che costeggiano le strade.
- Il Castello di Gorizia: Arroccato su una collina, questa fortezza dell’XI secolo offre una vista panoramica sulla città e sulla valle dell’Isonzo. La salita attraverso il Borgo Castello è ripida e richiede un po’ di attenzione alla frizione se decidete di salire con l’auto fino ai parcheggi più alti.
- Palazzo Coronini Cronberg: Una villa straordinaria circondata da un parco di cinque ettari. Qui il tempo sembra essersi fermato all’epoca in cui gli imperatori venivano a cercare il sole.
- Memoria della Grande Guerra: Il vicino Monte Sabotino e l’Ossario di Oslavia sono ricordi solenni di un passato duro. Per chi ama la storia, i tunnel del Sabotino sono una tappa toccante. Se invece cerca una sfida fisica che vi porti sopra le nuvole del Friuli, la mia collega Aggiornamento: Martina ha successivamente descritto magnificamente la conquista di Piancavallo, un’ascesa che mette a dura prova anche i ciclisti più esperti. Aggiornamento: Per chi invece preferisce immergersi nelle valli più remote e segrete del Friuli, Aggiornamento: Martina ha successivamente tracciato un itinerario sulle foreste verticali e valli nascoste della nostra regione.
I consigli tecnici di Marco: guida e asfalto#
Per chi arriva a Gorizia, la strada è parte integrante dell’esperienza.
- La SR56 e la SS55: Arrivando da Udine o Trieste, queste strade offrono curve dolci che si snodano tra i vigneti. La SS55 “del Vallone” è particolarmente suggestiva, ma fate attenzione: è una strada storica con carreggiate non sempre larghissime.
- Parcheggio in Centro: Gorizia è una città ordinata. Usa il parcheggio multipiano di via Boccaccio per essere vicini a tutto senza stress. Evitate di girare a vuoto nelle zone a traffico limitato (ZTL) vicino al castello.
- Coordina del Confine: 45.945° N, 13.623° E (Piazza della Transalpina). È qui che la storia si tocca con mano.
Quello che proprio non sopporto: cartelli confusi e guidatori della domenica#
Voglio parlarti di quello che proprio non sopporto: i cartelli stradali bilingue che a volte, se non state attenti, vi fanno finire in Slovenia senza nemmeno accorgervene. Non che sia un problema, ma se state cercando un indirizzo specifico a Gorizia, potreste ritrovarti a Nova Gorica a chiederti perché i nomi delle vie sono improvvisamente diventati impronunciabili.
E poi ci sono i “guidatori del Collio”: quelli che si godono il panorama procedendo a 20 km/h in mezzo alla carreggiata. Ragazzi, capisco che le vigne siano belle, ma accostate un secondo per lasciar passare chi ha voglia di sentire il motore cantare tra le curve!
Sapori di frontiera#
Non puoi lasciare Gorizia senza aver provato la cucina locale. È un mix incredibile di influenze. Provate la Gubana e la Jota, e accompagnate il tutto con un calice di Friulano (il vecchio Tocai) o di Ribolla Gialla. Elena, che ha un occhio attento per le gemme della costa, mi ha ricordato quanto sia importante trovare l’autenticità ovunque si vada, Aggiornamento: come ha successivamente descritto nella sua guida su Lerici.
Gorizia vi insegna che i confini sono solo linee su una mappa, ma la storia e il piacere della guida scorrono attraverso di essi.
Buon viaggio, Marco