Ciao appassionati di motori. Mentre tutti gli altri sono bloccati nel traffico della Costiera Amalfitana, io sono andato in avanscoperta nell’entroterra selvaggio della Basilicata. Se vuoi sapere cosa si prova a dominare davvero l’asfalto in un paesaggio che sembra uscito da un romanzo fantasy, devi puntare verso le Dolomiti lucane. Dimenticate le dolci colline toscane: qui parliamo di vette di arenaria frastagliate, borghi che sfidano la gravità e tratti di guida tecnica che vi faranno riconsiderare il concetto di “libertà”.
Sono Marco, e se c’è una cosa che amo più della velocità, è la precisione di una curva ben pennellata. In Basilicata, l’asfalto non è solo una strada, è una conversazione tra il tuo istinto e la forza di gravità.

L’itinerario: dalle pianure alle guglie#
Per questo viaggio ho scelto un’Alfa Romeo con cambio manuale: serve reattività e uno sterzo sincero. Partendo dai Sassi di Matera, imboccate la SS407 Basentana. È una superstrada veloce, ottima per scaldare le gomme, ma la vera magia accade quando si devia verso la SP13.
Il passaggio dalle pianure aride alle improvvise scogliere verticali delle Dolomiti lucane è uno degli shock visivi più potenti d’Italia. Un minuto prima state viaggiando in rettilineo, e quello dopo devi scalare in seconda per affrontare un tornante che sembra volerti lanciare nel vuoto. Se amate le sfide tecniche che tolgono il fiato, non puoi perderti la mia masterclass sulla Strada della Forra al Lago di Garda: lo spirito è lo stesso, ma qui la roccia è più calda e il silenzio più profondo.
Castelmezzano e Pietrapertosa: borghi sospesi#
La strada che collega Castelmezzano a Pietrapertosa è un capolavoro. Pochi chilometri, ma di un’intensità pazzesca. Questi borghi sono stati definiti i più belli d’Italia, e arrivarci al volante è l’unico modo per goderne davvero.
Castelmezzano sembra incastonato nella roccia. È un borgo “verticale” che mi ricorda molto la descrizione che Luca fa di Craco, la città fantasma, ma qui la vita pulsa tra i vicoli stretti e il profumo di peperoni cruschi. Pietrapertosa, dall’altra parte della valle, è ancora più alta, arroccata sulla cresta come il nido di un’aquila.
Le fisse di Marco: i tunnel stretti e i “guidatori da domenica”#
Parliamo delle mie fisse: i tunnel scavati nella roccia sulla SP13. Sono spettacolari, ma stretti. Molto stretti. Mi manda fuori di testa chi entra in galleria a metà carreggiata “per paura”, costringendo chi arriva dal senso opposto a manovre pericolose. In montagna si guida con precisione, non con paura. Accendete i fari, tenete la destra e rispetta la roccia.
E poi ci sono quelli che non sanno usare il cambio. Vedere un’auto arrancare in quarta su una pendenza del 12% mi fa male al cuore. Scala! Fate respirare il motore. Se preferite una guida più rilassata tra monumenti e storia, forse dovreste seguire Alessandro alla scoperta della rinascita dell’Aquila. Ma se sei qui per la guida pura, allora ogni scalata è musica.
Consigli tecnici per la Basilicata#
- Punto Sosta Strategico: 40.528° N, 16.039° E (Belvedere sulla valle). Fermati qui per vedere i due borghi che si guardano dalle rispettive vette. È il momento di scattare la foto della vita.
- Gestione Freni: In discesa da Pietrapertosa verso la Basentana, usa il freno motore. Se senti puzza di bruciato, fermati e lascia raffreddare. La montagna non perdona chi si fida troppo dei soli dischi.
- Carburante: Fate il pieno prima di lasciare la SS407. Sull’altopiano i distributori sono rari come un rettilineo in questa zona.
La Basilicata è la terra del “sud indomito”. Non ci sono menu turistici o parcheggi a pagamento ogni tre metri. C’è solo l’asfalto, il vento e la tua voglia di guidare.
Metti la marcia giusta e goditi la salita.