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il Mio Segreto per esplorare la Costiera Amalfitana senza il turista nella Costiera Amalfitana

·4 minuti·Marco

C’è qualcosa di magico e, lo ammetto, di profondamente masochistico nell’esplorare la Costiera Amalfitana in auto. Mentre Positano e Amalfi attirano orde di turisti stipati nei bus, il vero fascino di questa terra risiede nel sentire il peso dello sterzo tra le mani e l’odore dei freni che lavorano sodo scendendo dai monti Lattari. Per me, la Costiera non è una cartolina da guardare, è un nastro d’asfalto da domare.

Sono Marco, e ho passato anni a studiare i tempi e le traiettorie della SS163, la “Nastro Azzurro”. Oggi voglio portarti con me in un itinerario che scansa la folla e punta dritto all’anima della costiera, quella fatta di borghi sospesi e strade che sembrano disegnate da un ingegnere con il senso della vertigine.

Un'auto che percorre le curve a picco sul mare della Costiera Amalfitana lontano dalla folla
Oltre la folla: esplorare la Costiera Amalfitana attraverso i valichi montani e le strade secondarie rivela un paesaggio di una bellezza primordiale e autentica.

La preparazione: compattezza e sangue freddo
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Prima regola d’oro: dimenticate i SUV. Guidare un’auto ingombrante in Costiera è il modo più veloce per trasformare una vacanza in un incubo di manovre millimetriche e specchietti rotti. Serve un’auto compatta, scattante e, se sai ancora usarlo, con un buon cambio manuale per gestire le scala in salita.

Se vuoi testare i tuoi nerti prima di affrontare la Costiera, date un’occhiata alla mia guida sul parcheggio a Firenze: se sopravvivete alla ZTL fiorentina, sei pronti per i tornanti di Furore.

L’itinerario alternativo: il Valico di Chiunzi
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Invece di imboccare la statale da Vietri sul Mare e restare imbottigliati dietro un bus turistico per ore, provate il mio approccio preferito: scendere dai monti. Arrivando dall’autostrada A3, uscite ad Angri e puntate verso il Valico di Chiunzi.

Questa strada attraversa i monti Lattari e offre una vista che spazia dal Vesuvio a tutta la Costiera. È una strada tecnica, fatta di curve ampie e pendenze costanti. Scendere verso Maiori da qui è un’esperienza mistica, ma occhio ai freni: usa il freno motore o arriverete a valle con i dischi che fumano. Questa verticalità mi ricorda la maestosità di Castelmezzano descritta da Luca, ma qui l’odore dominante è quello del mare che si avvicina.

Furore: il borgo che non c’è
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Proseguendo verso ovest, fermati a Furore. È chiamato “il paese che non c’è” perché le sue case sono sparse sulle pendici della montagna, invisibili dalla strada principale. Il fiordo di Furore è un capolavoro naturale, ma per noi piloti la vera gioia è la strada che sale verso Agerola. Sono tornanti che chiedono rispetto e una buona gestione del gas.

Mentre affrontate queste curve, potreste sentire il bisogno di sgranchirti le gambe. Martina ha tracciato i sentieri segreti della Costiera per chi vuole vedere il mare dall’alto, senza il filtro di un parabrezza.

Quello che proprio non sopporto: i “non-usatori” di frecce e i parcheggi trappola
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Voglio essere brutale su quello che proprio non sopporto: i guidatori che non usano le frecce nelle rotonde e nei tornanti stretti. In Costiera, la comunicazione tra piloti è fondamentale. Se non mi fai capire dove vai, blocchi il flusso e crei il caos.

E poi ci sono i parcheggi. Amalfi e Positano sono mine vaganti per il portafoglio. I parcheggi privati possono costare come una cena gourmet. Il mio consiglio? Arrivate ad Amalfi prima delle 8:15. Il parcheggio “Luna Rossa”, scavato nella roccia, è un’opera d’arte, ma si riempie in un battito di ciglia. Se arrivate tardi, preparatevi a camminare o a pagare prezzi folli. Aggiornamento: Qualche giorno dopo il mio viaggio in costiera, la mia collega Elena ha pubblicato una guida tattica su Venezia con i bambini: l’organizzazione è la stessa, cambia solo il mezzo di trasporto.

Ravello: l’eleganza sospesa
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La salita da Amalfi a Ravello è una goduria pura. La strada è stretta, ma il panorama ripaga ogni goccia di sudore. Ravello è il luogo dove la Costiera smette di urlare e inizia a sussurrare. Una sosta a Villa Cimbrone è d’obbligo, anche solo per affacciarsi dal Terrazzo dell’Infinito.

Se dopo tanto mare cerca un po’ di storia e silenzio, Luca suggerisce di fare un salto alla fortezza di Sant’Agata de’ Goti, nel beneventano: un altro tipo di verticalità, meno turistica ma altrettanto potente.

Consigli tecnici per il road trip 2026
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  • Punto Sosta Panoramico: 40.613° N, 14.549° E (Piazzale di Praiano). Qui la vista su Positano e i Faraglioni di Capri è imbattibile.
  • Orari Intelligenti: La SS163 va goduta all’alba. Dalle 10:00 alle 18:00 diventa un serpentone di metallo immobile. Alzatevi presto, ne vale la pena.
  • ZTL e Targhe Alterne: Nel 2026, le restrizioni sulle targhe alterne sono più severe. Controllate bene i giorni pari/dispari prima di avventurarti, o il souvenir sarà una multa salata.

La Costiera Amalfitana non è per tutti. È per chi ama guidare con un occhio alla strada e uno all’abisso blu. Metti la marcia giusta, apri i finestrini per far entrare il profumo dei limoni e goditi lo spettacolo.

A presto, Marco
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