Salta al contenuto principale

La Festa del Redentore: vivi la notte estiva più spettacolare di Venezia

·5 minuti·Marco

La Festa del Redentore non è per i turisti, è per chi ama davvero Venezia. Il terzo weekend di luglio (quest’anno il 19 e 20 luglio 2025), la Serenissima celebra la fine della peste del 1577 con una devozione che mescola in modo unico sacro e profano. Il momento più solenne avviene quando il Patriarca di Venezia benedice e inaugura il ponte votivo galleggiante che attraversa l’intero Canale della Giudecca, permettendo ai fedeli il pellegrinaggio a piedi fino alla maestosa Basilica del Palladio. Camminarci sopra ondeggiando, circondati dall’acqua, è un’esperienza surreale. Poi, al calar del sole, la spiritualità si trasforma in una festa sfrenata.

Il cuore dell’evento è l’attesa dei fuochi d’artificio del sabato notte. Centinaia di barche in legno, decorate con palloncini e lanterne di carta, si radunano nel Bacino di San Marco fin dal tardo pomeriggio. L’aria umida della laguna si satura del profumo di cipolle fritte, aceto e pesce fresco: sono le tradizionali sarde in saor che ogni famiglia prepara per l’occasione. L’attesa è lunga, i canti dialettali si alzano dalle barche vicine e il vino bianco scorre a fiumi. È l’anima di Venezia.

Fuochi d'artificio spettacolari sopra il Bacino di San Marco durante la Festa del Redentore a Venezia, con centinaia di barche illuminate in laguna
Magia in laguna: i fuochi d’artificio di mezzanotte illuminano le centinaia di barche riunite per la notte del Redentore.

Il mio Redentore in barca a remi
#

Voglio raccontarti del mio Redentore più vero, quello vissuto su un vecchio sandolo (una tipica barca a remi veneziana) nel 2019. Eravamo ancorati a ridosso della Chiesa di San Giorgio Maggiore. L’acqua nera della laguna rifletteva la luce tremolante di migliaia di lanterne galleggianti, mentre le onde dei motoscafi ci facevano dondolare dolcemente. Era un caos bellissimo.

A bordo, lo spazio era minimo ma il cibo era infinito. Condividevamo il baccalà mantecato e spaccavamo l’anguria fredda direttamente sul fondo di legno bagnato della barca. Quando, intorno alle 23:30, è esploso il primo fuoco d’artificio illuminando a giorno il Palazzo Ducale, il silenzio è calato all’improvviso su tutto il Bacino. Non è solo uno spettacolo pirotecnico. È un ringraziamento corale che Venezia fa alla vita, e sentirlo rimbombare sull’acqua ti fa venire la pelle d’oca.

Come sopravvivere (e godersi) la notte
#

Ecco la dura verità sul Redentore. Il deflusso della folla a fine serata è un incubo logistico che metterà a dura prova i tuoi nervi. Le calli si riempiono come imbuti e i vaporetti sono presi d’assalto da migliaia di persone stanche. Non avere fretta di scappare. Fermati in un bacaro aperto fino a tardi e aspetta che la marea umana si diradi prima di cercare il tuo letto.

Se non hai la fortuna di avere un amico veneziano con la barca, devi muoverti con astuzia e strategia militare.

  • Pianificazione estrema: Prenota il tuo alloggio con almeno sei mesi di anticipo e preparati a prezzi stellari.
  • Posti in prima fila: Se resti a terra, le Fondamente delle Zattere o l’isola della Giudecca offrono la vista migliore. Accaparrati un posto già dal tardo pomeriggio, armato di coperta, panini e infinita pazienza.
  • Il Ponte Votivo: Non perderti la passeggiata domenicale sul ponte di chiatte che collega le Zattere alla Chiesa del Redentore. È gratuito, traballante, e ti regala una prospettiva su Venezia che esiste solo in quei due giorni all’anno.
Suggerimento

Per evitare la ressa micidiale di Piazzale Roma dopo i fuochi, prenota un hotel direttamente alla Giudecca o a Dorsoduro. Potrai tornare a piedi o fermarti in un campo a finire il vino mentre la città si svuota lentamente.

Il sapore della tradizione: sarde in saor
#

Non esiste Redentore senza le classiche sarde in saor. Questa ricetta agrodolce, nata dalla necessità dei marinai di conservare il pesce a lungo durante i viaggi in mare, è il simbolo gastronomico della festa.

Immagina di mordere una sarda fritta, ammorbidita da una composta dolce e acida di cipolle bianche caramellate nell’aceto, con l’aggiunta di pinoli croccanti e uvetta sultanina. Il sapore è intenso, marino e sorprendentemente fresco. Da gustare rigorosamente fredde, appoggiate su una fetta di pane e accompagnate da un’ombra di vino bianco dei Colli Euganei. Se questa mescolanza di gastronomia povera e spirito di quartiere ti affascina, troverai la stessa anima verace lagunare esplorando le tradizioni della Festa di San Pietro in Castello.

Un piatto rustico di sarde in saor servite su una barca di legno a Venezia durante la notte del Redentore
Il gusto della festa: le sarde in saor sono l’immancabile compagna di ogni cena in barca durante la lunga attesa dei fuochi.

La domenica: fede, sudore e voga alla veneta
#

La domenica mattina del 20 luglio, smaltita l’euforia della notte dei fuochi, la città si sveglia stordita ma purificata. La mattina è scandita dalla fede profonda. La solenne messa, presieduta dal Patriarca in una chiesa gremita, culmina con la benedizione eucaristica impartita direttamente dalla maestosa scalinata della Basilica verso la laguna. È un momento di un’intensità spirituale rara, che riporta il significato della festa alle sue radici originarie di ringraziamento e liberazione.

Il pomeriggio, invece, l’atmosfera cambia drasticamente ed è interamente dedicato alle storiche Regate del Redentore nel Canale della Giudecca. Dalle 16:00 in poi, le Fondamente si riempiono di nuovo, ma questa volta non per aspettare i fuochi, bensì per tifare a squarciagola i campioni della voga alla veneta. Si inizia con i velocissimi pupparini a due remi (sia per la categoria giovanissimi che per gli uomini), imbarcazioni sottili e scattanti che fendono l’acqua come lame. La folla si accalca lungo le rive, i colori delle contrade sventolano nel vento pomeridiano e le urla di incitamento coprono perfino il rumore dei motori dei vaporetti deviati.

Regata del Redentore nel Canale della Giudecca, due vogatori in gondola classica si sfidano
La fatica e la gloria: la gara delle gondole a due remi è il momento culminante della domenica sportiva veneziana.

Il momento più atteso arriva alle 17:30 con la gara regina: la sfida sulle classiche gondole a due remi. Dimentica le gondole lente dei turisti; qui parliamo di atleti formidabili che spingono queste barche asimmetriche a velocità impressionanti usando solo tecnica, equilibrio e una forza muscolare spaventosa. È una competizione feroce e sentitissima che chiude i festeggiamenti con una tradizione che profuma di sudore, laguna e legno salato. Venezia, per questo singolo fine settimana, torna a essere ferocemente ed esclusivamente dei veneziani. E tu sei il benvenuto. (Aggiornamento: è stata recentemente pubblicata una guida dedicata alla Vogalonga, un’altra straordinaria celebrazione della voga alla veneta).