L’odore del tufo bagnato si mescola a quello del mosto che bolle nei tini delle cantine vicine. Ad Asti, settembre non è un mese come gli altri, ma il momento in cui la città riscopre il suo passato comunale. La maggior parte dei viaggiatori non scova mai questo posto al di fuori dei circuiti più battuti delle Langhe. Eppure, le torri rosse e le mura medievali nascondono un’energia travolgente che esplode durante la corsa dei cavalli a pelo. Il mio consiglio segreto è di arrivare in città a metà settimana, quando i rioni iniziano a cenare all’aperto nelle piazze storiche.

Come raggiungere Asti#
Arrivare nel cuore del Piemonte è estremamente agevole, sia in treno sia in auto. La stazione ferroviaria di Asti si trova sulla linea Torino-Genova ed è servita da frequenti treni regionali veloci che impiegano poco più di trenta minuti da Torino Porta Nuova.
Se preferite viaggiare in auto per esplorare anche le colline del Monferrato, l’autostrada A21 Torino-Piacenza offre un’uscita diretta ad Asti Est o Asti Ovest. Ricordate però che durante i giorni del Palio l’intero centro storico è rigidamente chiuso al traffico e le aree di parcheggio limitrofe si riempiono rapidamente.
Il mio grande cruccio nel Monferrato sono i gruppi turistici rumorosi che scendono dai pullman giganti bloccando le stradine dei borghi, e i bastoni per i selfie che ostruiscono la vista delle torri storiche. Se cercate la vera quiete, entrate nelle piccole osterie dove le specialità sono scritte a mano sulla lavagna e i nonni del posto giocano a carte: è l’unico modo per evitare trappole per turisti ed evitare di pagare il coperto per del pane raffermo.
I monumenti e le torri medievali#
Asti vanta uno splendido centro storico medievale ben conservato, ricco di torri gentilizie che dominano i tetti di mattoni rossi. La Torre Troiana, situata in Piazza Medici, è la torre campanaria più antica del Piemonte ancora accessibile al pubblico. Salendo i suoi 199 gradini in legno si gode di una vista a 360 gradi che spazia dalle colline del Monferrato fino all’arco alpino.
Passeggiando lungo corso Vittorio Alfieri, visitate la Cattedrale di Santa Maria Assunta, un grandioso esempio di gotico piemontese edificato in mattoni e tufo, e la caratteristica Collegiata di San Secondo, patrono della città, che si affaccia sulla piazza del municipio.
Dove mangiare ad Asti: osterie e sapori piemontesi#
La gastronomia piemontese è un trionfo di carne fassona, agnolotti fatti a mano e tartufi profumati.
Ecco due indirizzi eccezionali per gustare piatti veri ad Asti:
- Tacabanda (Via Ratti, 1): Questa trattoria si trova nei suggestivi sotterranei di un palazzo storico e propone agnolotti gobbi della tradizione e una selezione di vini locali sterminata.
- Il Campanarò (Corso Alfieri, 36): Un locale intimo e rustico dove gustare la battuta di fassona al coltello, la guancia brasata al Barbera e una panna cotta all’antica indimenticabile.
Il Palio e la magia del Monferrato#
La domenica del Palio, ovvero domenica 7 settembre 2025, Piazza Alfieri si trasforma in una pista di terra battuta su cui sfrecciano i cavalli montati a pelo dai fantini dei rioni storici. Ma la festa inizia già dal giovedì con le prove ufficiali e le cene propiziatorie che animano le vie del centro.

Oltre mille figuranti sfilano in costumi medievali fedelissimi, tra il rullo dei tamburi e il volteggiare delle bandiere dei rioni. Se cercate un’esperienza diversa dal solito, dedicate una giornata anche alle colline del Monferrato circostanti, visitando cantine storiche scavate nel tufo (i celebri ‘infernot’) a Nizza Monferrato o Canelli.

Asti e Siena: due anime del Palio a confronto#
Per chi ama le rievocazioni storiche italiane, il confronto tra il celeberrimo Palio di Siena e quello di Asti sorge naturale. Sebbene Siena goda di una risonanza mondiale impareggiabile, il Palio di Asti rivendica con orgoglio il primato cronologico: è infatti la corsa documentata più antica d’Italia, con testimonianze scritte che risalgono al 1275, quando gli astesi corsero sotto le mura della rivale Alba per scherno durante un assedio.
Le differenze tra i due eventi definiscono due modi unici di vivere la tradizione:
- Il Tracciato e la Corsa: A Siena i cavalli corrono nell’arena di Piazza del Campo, un catino di pietra e tufo con curve ripide e pericolose (come la celebre curva di San Martino). Ad Asti, la corsa si tiene nella spaziosa cornice triangolare di Piazza Alfieri su una pista di terra battuta rettilinea, che favorisce la pura velocità dei cavalli montati a pelo rispetto alle acrobazie senesi.
- I Partecipanti: Siena vede confrontarsi 10 contrade su 17 per ogni singola corsa. Ad Asti, invece, corrono ben 21 partecipanti divisi in tre batterie da sette cavalli ciascuna, con una finale a nove. Questo coinvolge non solo i rioni cittadini ma anche i borghi storici e i comuni limitrofi della provincia, trasformando l’evento in una grande festa provinciale.
- Il Premio Satirico: Mentre a Siena la contrada che arriva ultima subisce solo lo scherno della piazza, ad Asti l’ultimo classificato riceve solennemente l’acciuga (o l’insalata), un premio satirico medievale che simboleggia la magra consolazione per la sconfitta.
Conclusione#
Il Palio di Asti 2025 non è solo una rievocazione storica, ma l’espressione pulsante dell’identità di questa terra piemontese. Spero che questa guida vi permetta di scoprire i segreti meglio custoditi di Asti, lontano dai soliti itinerari turistici. Prendetevi il tempo per camminare lentamente, respirare il profumo del tufo e gustare un calice di Barbera in silenzio. Buon viaggio tra le colline del Monferrato!