C’è chi va in montagna per sciare e chi ci va per camminare. E poi ci siamo noi: quelli che ci vanno per sentire il grip delle gomme sull’asfalto perfetto e il sibilo del turbo che lavora nell’aria rarefatta. La Grande Strada delle Dolomiti (SS48) non è solo un percorso panoramico; è un capolavoro di ingegneria completato nel 1909 che ogni amante della guida dovrebbe percorrere almeno una volta nella vita.
Sono Marco, e per me la felicità si misura in gradi di inclinazione e numero di tornanti. Parliamo di 110 chilometri di pura estasi alpina che si snodano da Bolzano fino a Cortina d’Ampezzo. È una rotta che considero il cuore pulsante dei miei road trip più iconici d’Italia.

La macchina: scegli il tuo destriero#
Prima di imboccare la SS48, parliamo del mezzo. Se guidi nelle Dolomiti, hai bisogno di coppia, tanta coppia. Salirai dai 262 metri di Bolzano agli oltre 2.200 metri del Passo Pordoi. Per il mio ultimo viaggio ho scelto un’Alfa Romeo Giulia: baricentro basso e trazione posteriore sono il segreto per “abbracciare” le curve.
I 27 tornanti dell’ascesa occidentale del Pordoi richiedono uno sterzo chirurgico. Se viaggi in famiglia, un SUV con un buon motore diesel o un ibrido scattante va bene, ma evitate le utilitarie aspirate che faticano a gestire pendenze del 12%. Se vuoi testare i tuoi riflessi su qualcosa di ancora più estremo, date un’occhiata alla mia masterclass sulla Strada della Forra.
Tappa 1: il risveglio alpino a Carezza#
Partite presto, possibilmente entro le 7:30. Il mio consiglio è di anticipare i bus turistici che verso le 10:00 trasformano la strada in un serpentone metallico immobile. La prima sosta è il Lago di Carezza.
- Punto Sosta: 46.409° N, 11.575° E (Parcheggio ufficiale). Non provate a parcheggiare sulla statale; i Carabinieri non perdonano. Aggiornamento: La Vista:** Il massiccio del Latemar che si specchia nell’acqua è da brividi. Mentre ti godei lo spettacolo, pensa che questa è la porta d’ingresso a un mondo verticale. Come ha raccontato la mia collega Martina nella sua guida tecnica alle vie ferrate più impegnative delle Dolomiti, la roccia qui non è fatta solo per essere ammirata, ma per essere vissuta metro dopo metro. Se dopo tanta roccia cerca la pace dell’acqua dolce, seguite il consiglio di Sofia per una fuga romantica sul Lago d’Orta.
Tappa 2: il re dei passi – Il Pordoi#
Questo è il motivo per cui siamo qui. Da Canazei, la strada inizia a contorcersi come un piatto di spaghetti. sei sulla SS48. Il Passo Pordoi è il punto più alto a 2.239 metri.
La tecnica di Marco: Scala prima della curva. Usa la seconda per il punto di corda e, appena vedi l’uscita, apri il gas in modo fluido. In discesa, usa il freno motore per non “cuocere” i dischi. Se senti puzza di ferodo bruciato, fermati e ammira il panorama. Magari pensa a quanto sarebbe stato più facile sciare a Bormio, come suggerisce Elena, ma tu sei qui per l’asfalto.
Quello che mi manda in bestia: camper lumaca e il costo del carburante#
Voglio essere sincero su quello che mi manda in bestia: i camper XXL che tentano di scalare il Pordoi a passo d’uomo. Ragazzi, se non sai gestire i tornanti stretti, prendi la navetta! Bloccate il piacere di guida di tutti e create code chilometriche sotto il sole alpino.
E poi il carburante. Fare benzina in cima ai passi è un suicidio finanziario. Fate il pieno a Bolzano o a Canazei. cerca i distributori “Self” per risparmiare quei 20-30 centesimi al litro che potrai investire in un buon pranzo in rifugio.
Verso Cortina: il Falzarego#
Dopo Arabba (fermata obbligatoria per una fetta di torta), inizia la salita al Falzarego. Occhio ai ciclisti: le Dolomiti sono il loro tempio. Sorpassateli solo quando hai visibilità e lascia sempre spazio. Se il parcheggio in cima è pieno, proseguite per un chilometro verso il Passo Valparola. È spesso più vuoto e la vista sul Sass de Stria è ancora più selvaggia. Questo senso di libertà mi ricorda la strada per Campo Imperatore in Abruzzo, un altro paradiso per chi ama guidare.
Consigli finali per la sopravvivenza#
- Precedenza: Chi sale ha la precedenza nei tratti stretti. Ma se vedi una vecchia Panda 4x4 di un locale scendere a cannone, accostate. Loro non frenano.
- Mappe Offline: Scaricatele. Tra le pareti di roccia del Sella il segnale GPS gioca a nascondino.
- Cena a Cortina: Vai al Ristorante Al Camin. È fuori dal caos del centro, si parcheggia bene e i loro casunziei all’ampezzana sono il carburante perfetto dopo 110 km di curve.
La Grande Strada delle Dolomiti non è un viaggio, è una prova di carattere. Metti la marcia giusta, rispetta la montagna e tenete gli occhi sulla strada.