sei pronti a mettere alla prova polmoni, quadricipiti e freni? La Vesuvio Mountainbike Race non è una semplice gara della domenica: è una vera e propria spedizione punitiva (in senso buono) che vi porterà a scalare e domare il “gigante dormiente” più famoso del mondo.
La prima volta che mi sono schierata alla partenza, onestamente, ho peccato di superbia. “È una montagna alta poco più di 1.200 metri, cosa sarà mai rispetto alle Alpi?” pensavo. Beh, mi sbagliavo di grosso. Il Vesuvio non perdona. La sua terra non è compatta, ma formata da cenere lavica instabile, lapilli e rocce taglienti che mettono a dura prova l’equilibrio e distruggono i copertoni. Ma quando si esce dalla fitta pineta e ci si ritrova affacciati sul Golfo di Napoli, lucente sotto il sole, ogni singola imprecazione detta in salita viene cancellata.
Aggiornamento: Purtroppo l’edizione del 2025 (programmata per il 5 ottobre 2025) è stata annullata perché i devastanti incendi boschivi hanno danneggiato oltre il 70% del tracciato. Tuttavia, la macchina organizzativa è già al lavoro per ripristinare i sentieri in vista di una rinascita nel 2026. Questo vi regala un anno intero per allenarti: ne avrete bisogno.

Logistica e avvicinamento al vulcano#
La base logistica dell’evento si sviluppa solitamente tra Ercolano e Torre del Greco, in provincia di Napoli. Arrivare fin qui è semplice (la ferrovia Circumvesuviana da Napoli Centrale è comodissima per i viaggiatori senza auto), ma la gestione della bici richiede organizzazione.
Se arrivate da fuori regione con la vostra mountain bike, vi sconsiglio caldamente di fare affidamento esclusivo sui taxi o sui bus navetta EAV dell’ultimo minuto per salire in quota: lo spazio per i mezzi ingombranti è nullo. Molto meglio noleggiare un furgone condiviso con altri atleti o scaldare la gamba partendo direttamente dal livello del mare. L’odore sulfureo e l’aria densa del Sud vi accoglieranno non appena inizierete a salire verso la quota del Parco Nazionale.
Percorso e difficoltà: polvere e lapilli#
Il tracciato della Vesuvio Mountainbike Race è brutale e affascinante. Parliamo di un circuito che sfiora i 45 km complessivi con dislivelli concentrati e letali. La difficoltà tecnica è elevata, classificabile tranquillamente come S3-S4 sulla scala Singletrack (OC/EC per il CAI) nei tratti più ostici.
La vera sfida non è la pendenza, ma il fondo. Pedalare sulla cenere vulcanica è come pedalare sulla sabbia del mare in salita: la ruota posteriore slitta, disperdendo un’infinità di watt. In discesa, le cose si complicano. I canali scavati dall’acqua piovana nella roccia lavica formano dei veri e propri “half-pipe” naturali. È essenziale tenere il peso arretrato, non pinzare mai troppo l’anteriore e lasciar “galleggiare” la bici. Ho visto fior fior di discesisti alpini finire a faccia avanti nella polvere nera per non aver rispettato la natura instabile di questo vulcano.

Consigli e setup tecnico#
Per sopravvivere alla gara e godersela, il setup della bici è vitale:
- Gomme: Dimenticate i copertoni scorrevoli da cross-country puro. Servono copertoni con tasselli laterali aggressivi per mordere il terreno sciolto, e carcasse rinforzate. Le rocce laviche sono affilate come rasoi. E ovviamente, tubeless obbligatorio, con abbondante liquido sigillante.
- Bici: Una bi-ammortizzata (full-suspension) da 100-120mm di escursione è l’arma definitiva. Il terreno “scassato” vi distruggerà la schiena se usate una hardtail (front).
- Idratazione e polvere: Il Vesuvio d’estate e inizio autunno è arido e caldo. La polvere sollevata dai corridori vi si attaccherà alla gola. Portate almeno due borracce e, se sei sensibili, occhiali a mascherina aderenti.
- Zero distrazioni: Niente musica nelle orecchie. devi ascoltare il grip delle vostre gomme e le indicazioni (o le imprecazioni) di chi vi sta sorpassando.
Dove ricaricare i carboidrati#
Dopo una gara del genere, il vostro corpo chiederà disperatamente calorie. E sei in Campania, il paradiso del comfort food post-gara.
Evitate i chioschetti acchiappa-turisti proprio a ridosso del cratere. Scendete verso Ercolano o Somma Vesuviana e cercate le vere trattorie veraci frequentate dai locali. Entrate e chiedete senza esitazione una parmigiana di melanzane bollente e una frittura mista napoletana per ripristinare il sale perso. Molti agriturismi alle pendici del monte offrono anche i classici Piennoli, i pomodorini coltivati proprio sulla lava, dal sapore incredibilmente dolce e minerale, perfetti su uno spaghetto al dente.

Conclusione#
La Vesuvio Mountainbike Race è un’esperienza mistica. Guidare su un vulcano attivo, sentendo la terra instabile sotto le ruote e ammirando il blu profondo del Tirreno all’orizzonte, ti riconcilia con la fatica pura. Ricordate sempre: la montagna non si cura dei vostri follower. Esige rispetto, tecnica e umiltà.
Se questa gara vulcanica vi ha acceso il sangue e state già pensando alla prossima vera sfida in sella, ti invito a leggere la mia guida su come sopravvivere ai settori più duri dell’Appennino modenese. Scoprite tutti i segreti della massacrante Appenninica MTB Stage Race, l’altra grande avventura off-road d’Italia.