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La Grande Strada delle Dolomiti: Guida per chi Ama Guidare tra le Vette più Epiche d'Italia

·1223 parole·6 minuti

Aggiornamento: recentemente, ho pubblicato un articolo sulla Strada della Forra, un percorso mozzafiato sul Lago di Garda, che mi ha fatto riflettere sulla mia passione per la guida e sulla ricerca di destinazioni che offrono un’esperienza unica al volante. Proprio come sulla Grande Strada delle Dolomiti, oggi affrontiamo un argomento simile, che richiede una certa abilità e sensibilità per essere apprezzato a fondo. Questo mi ha fatto pensare ad altre città italiane che richiedono una certa abilità per essere navigate, come Venezia — come ha spiegato il mio collega Alessandro nella sua guida per visitare la città dei canali con i bambini, dove padroneggiare l’arte della navigazione può fare la differenza tra stress e magia.

Dal mio viaggio a bordo della „Grande Strada delle Dolomiti“ è emerso che questa strada è un capolavoro di ingegneria. Parliamo di 110 chilometri di pura estasi alpina che si snodano da Bolzano fino alle vette chic di Cortina d’Ampezzo. È una rotta che considero essenziale nel mio viaggio tra i road trip più iconici d’Italia. Mentre io preferisco l’aria sottile dei passi alpini e il rombo del motore, il mio collega Alessandro recentemente ha esplorato le meraviglie sotterranee di Napoli e i suoi segreti greco-romani. E se dopo tanto guidare avete bisogno di pace, seguite il consiglio di Sofia e rifugiatevi sulle sponde del Lago d’Orta, la Cenerentola dei laghi italiani. Per chi viaggia in famiglia, invece, sciare a Bormio con i consigli di Elena è sempre una garanzia.

Road trip Grande Strada delle Dolomiti
I passi tortuosi della Grande Strada delle Dolomiti scavati tra le imponenti e frastagliate cime calcaree delle Alpi.

La Macchina: Scegli il tuo destriero
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Prima di imboccare la SS48, parliamo della tua auto. Se guidi nelle Dolomiti, hai bisogno di coppia. Salirai dai 262 metri di Bolzano agli oltre 2.200 metri del Passo Pordoi. Per il mio ultimo viaggio ho scelto un’Alfa Romeo Giulia. Perché? Perché vuoi un’auto che „abbracci“ la strada.

I 27 tornanti dell’ascesa occidentale del Pordoi richiedono uno sterzo preciso e un baricentro basso. Se viaggi in famiglia, un SUV medio come una Fiat 500X o una Jeep Renegade va bene, ma assicurati che sia un diesel o un ibrido con abbastanza „grinta“ per gestire pendenze del 10-12% senza affanno.

Consiglio da insider: Controlla i freni prima di lasciare Bolzano. Li userai — e molto. E ricorda, in Italia la maggior parte dei noleggi è manuale; se vuoi l’automatica, prenota con almeno tre mesi di anticipo.

Tappa 1: Da Bolzano al Lago di Carezza
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Ti suggerisco di partire presto — verso le 7:30 del mattino. Perché? Perché i bus turistici dal Garda arrivano intorno alle 10:00 e, credimi, non vuoi restare bloccato dietro un pullman da 50 posti su un passo di montagna stretto.

La tua prima sosta importante è il Lago di Carezza.

  • Parcheggio: Non provare a parcheggiare lungo la SS241; i Carabinieri sono severi. Usa il parcheggio ufficiale a pagamento. C’è un sottopassaggio pedonale che porta in sicurezza al lago.
  • La Vista: Il massiccio del Latemar si riflette nell’acqua dai colori dell’arcobaleno. È il posto perfetto per un espresso veloce al „Bistrot Lake Carezza“ prima che inizi la guida vera.

Tappa 2: Dal Passo Costalunga alla Val di Fassa
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Salendo verso il Passo Costalunga, attraverserai il confine tra l’Alto Adige e il Trentino. I cartelli cambiano dal tedesco/italiano all’italiano/ladino. La discesa verso la Val di Fassa ti porterà attraverso borghi come Vigo di Fassa — ottimi punti per rifornirsi.

Consiglio pratico sul carburante: In Italia, „Self“ significa che fai da te e paghi meno. „Servito“ significa che lo fa l’addetto, e pagherai circa 20-30 centesimi in più al litro. Cerca le stazioni ENI o IP a fondo valle; i prezzi in cima ai passi sono decisamente più alti.

Tappa 3: Il Re dei Passi – Il Passo Pordoi
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Questo è il motivo per cui sei qui. Da Canazei, la strada inizia a contorcersi come un piatto di spaghetti. Sei sulla SS48. Il Passo Pordoi è il punto più alto a 2.239 metri.

  • La tecnica di Marco: Scala la marcia prima della curva. Usa la seconda per il punto di corda e, appena vedi l’uscita, dai un’accelerazione fluida. In discesa, usa il freno motore per non surriscaldare i dischi dei freni.
  • Sosta pranzo: Prendi la funivia per il Sass Pordoi a 2.950 metri fino al Rifugio Maria. La vista a 360 gradi sul ghiacciaio della Marmolada e sul Gruppo del Sella ti cambierà la vita.

Tappa 4: Il Passo Falzarego e la Storia
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Dopo essere scesi dal Pordoi passando per Arabba (fermati alla Pasticceria Genziana per una fetta di Linzer Torte), inizierai la salita al Falzarego. Fai attenzione ai ciclisti: le Dolomiti sono la loro Mecca. Dai loro almeno 1,5 metri di spazio durante il sorpasso.

In cima al Falzarego potrai visitare il museo all’aperto della Grande Guerra, con trincee e tunnel scavati nella roccia. Segreto di parcheggio: Se il lotto principale è pieno, prosegui per 1 km verso Cortina fino al parcheggio del Passo Valparola. Spesso è più vuoto e la vista sul „Sass de Stria“ è magnifica.

Tappa 5: La discesa verso Cortina d’Ampezzo
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L’ultima tappa è una gloriosa discesa verso la conca ampezzana. Entrando a Cortina, il vibe passa da „avventuriero“ a „chic italiano“.

  • Cena: Ti sei meritato un vero pasto. Vai al Ristorante Al Camin (Via Alverà, 37). È leggermente fuori dal centro, il parcheggio è più facile e i loro casunziei all’Ampezzana (pasta ripiena di barbabietola) sono i migliori della regione.

L’Arte del Tornante: Consigli Tecnici di Marco
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Guidare tra i passi dolomitici non è come guidare in autostrada. Qui, ogni curva è una sfida che richiede precisione e rispetto. Il segreto per godersi la Grande Strada delle Dolomiti sta nel padroneggiare i tornanti. Quando vi avvicinate a una curva a gomito, come quelle del Passo Pordoi, la regola d’oro è: frenate prima della curva, non durante. Entrate larghi, cercate il punto di corda e accelerate dolcemente in uscita. Usate il freno motore in discesa per non surriscaldare l’impianto frenante; le vostre pastiglie vi ringrazieranno.

Since I wrote this about la „Grande Strada delle Dolomiti“, ho notato che è stata un’impresa epica la costruzione di questa strada, completata nel 1909. Migliaia di operai hanno scavato la roccia a mano, sfidando condizioni meteo proibitive per collegare Bolzano a Cortina. Pensare che oggi percorriamo in poche ore quello che un tempo richiedeva giorni di viaggio a cavallo mi fa riflettere sulla tenacia umana. Come ho spiegato nel mio articolo più recente, queste strade sono monumenti viventi alla nostra voglia di esplorare l’ignoto.

Le regole d’oro di Marco per le Dolomiti
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  1. Precedenza: In Italia, chi guida in salita ha generalmente la precedenza nei tratti stretti. Tuttavia, se vedi un locale in una vecchia Fiat Panda sfrecciare giù dal monte, accosta e lascialo passare. Loro conoscono queste curve meglio di chiunque altro!
  2. Zone ZTL: Attenzione entrando in città come Bolzano. Cerca i cartelli „ZTL“ (Zona a Traffico Limitato). Se ne oltrepassi uno senza permesso, una multa salata ti aspetterà al rientro.
  3. Connettività: Scarica le mappe di Google per l’uso offline. Il segnale cellulare è ottimo nelle valli ma scompare quasi del tutto sotto le pareti di roccia della SS48.

La Grande Strada delle Dolomiti richiede rispetto e ti premia con alcuni dei migliori ricordi di guida della tua vita. Ci vediamo sulla strada!

Ciao, Marco