Il Lido è pura magia. Questa sottile striscia di sabbia dorata separa la quiete della laguna dalle onde libere del mare Adriatico. Passeggiando sul bagnasciuga deserto, il vento fresco porta con sé il profumo salmastro del mare aperto e lo stridio lontano dei gabbiani. Ricordo ancora la mia prima volta qui, in un pomeriggio di fine ottobre, con la spiaggia deserta e quel silenzio irreale che si trova solo quando le cabine estive vengono smontate e il vento dell’Adriatico ricomincia a respirare. Se vuoi scoprire l’anima autentica dell’isola, devi guardare oltre i riflettori del Festival del Cinema. Seguimi in questo viaggio speciale.
L’isola respira con lentezza. Qui non troverai i canali affollati del centro storico o i percorsi di fretta dei turisti giornalieri. Il rumore sordo dei vaporetti che attraccano si mescola alle risate dei residenti che pedalano lungo i viali alberati. Questa sottile barriera rappresenta la perfetta fusione tra la nobiltà del passato e la quotidianità lagunare. Un microcosmo sospeso nel tempo.
La gloriosa culla del cinema mondiale#
Il cinema qui ha trovato casa. Proprio sulle terrazze del monumentale Hotel Excelsior nacque nel 1932 la prima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. L’architettura moresca accoglieva gli ospiti in un’atmosfera da mille e una notte ricca di lusso e mondanità raffinata. Ogni volta che attraverso la hall del palazzo dell’Excelsior, mi piace soffermarmi davanti alle grandi vetrate che danno sulla spiaggia. Sorseggiando un caffè al banco per non pagare la sovrattassa da turista, chiudo gli occhi e mi sembra quasi di scorgere le sagome di Greta Garbo o di Clark Gable che passeggiano sul bagnasciuga, avvolti dal fumo denso di una sigaretta e dallo sciacquio calmo delle onde. Un’epoca d’oro nata per caso.

Il Palazzo del Cinema sorge poco distante. Inaugurato nel 1937 su progetto di Luigi Quagliata, questo blocco razionalista domina il Lungomare Marconi con la sua facciata pulita e austera. Camminare davanti a questa imponente costruzione fa risuonare nella mente i passi veloci dei fotografi e il clic continuo dei vecchi flash. Se chiudi gli occhi, puoi quasi sentire i motori delle grandi auto d’epoca che arrivano sul viale. Un monumento alla memoria collettiva.
La malinconia del Grand Hotel des Bains#
Un’ombra attraversa il lungomare. Il Grand Hotel des Bains, inaugurato nel 1900, giace oggi in un silenzio malinconico che stringe il cuore. Questo hotel leggendario, che ispirò Thomas Mann per il suo capolavoro Morte a Venezia, è da anni coperto da impalcature metalliche. La prima volta che ho camminato lungo la sua cancellata arrugginita, mi sono fermato a sbirciare tra le assi di legno dei cantieri. È stato un colpo al cuore. Ricordo che per terra c’era un vecchio frammento di intonaco bianco staccatosi da una colonna: l’ho raccolto e tenuto in tasca per tutto il giorno, come il relitto di un’Atlantide cinematografica ormai perduta. Una ferita aperta nella storia.
Luchino Visconti ne catturò lo splendore. Le stanze immense e i giardini curati furono il set perfetto per la sua trasposizione cinematografica del romanzo. Tra queste mura si respirava il profumo della cera per pavimenti e il suono dei violini che accompagnavano il tè del pomeriggio. Oggi resta solo il vento che agita le foglie delle palme e il rumore distante dei cantieri. Un silenzio che urla nostalgia.
C’è finalmente una luce all’orizzonte. Dopo oltre quindici anni di totale abbandono e il parziale crollo del tetto avvenuto nel 2020, un imponente piano di recupero internazionale ha finalmente rilevato la struttura. I primi cantieri per la messa in sicurezza urgente delle pareti e del tetto storico partiranno entro la fine del 2026. Il restauro vero e proprio richiederà diversi anni di lavoro minuzioso sotto la tutela delle Belle Arti. Non riaprirà prima del 2030.
Malamocco: l’antico custode della laguna#
Il passato risiede a sud. Malamocco, l’antico borgo fortificato che precedette la nascita di Venezia stessa, è un rifugio di quiete assoluta. Le calli strette e i piccoli ponti ricordano una Venezia in miniatura ma completamente priva di negozi di souvenir. L’odore della laguna salmastra si unisce al profumo di bucato fresco steso tra le case colorate. Un luogo dove il tempo si è fermato.
La quiete regna tra i mattoni. Camminando lungo il canale interno, sentirai solo lo sciacquio dell’acqua e il chiacchiericcio sommesso dei pescatori che sistemano le reti. L’anno scorso, proprio in una di queste piazzette di Malamocco, mi sono seduto su una panchina di pietra a chiacchierare con un vecchio pescatore di nome Berto. Con le mani callose e l’odore forte di laguna addosso, mi ha raccontato di quando da bambino faceva il bagno nei canali mentre Malamocco era ancora protetta dalle mareggiate solo dai vecchi murazzi di pietra. Questi sono i momenti in cui capisci che il Lido non è solo un set cinematografico, ma una comunità viva che difende con le unghie il proprio ritmo. Una lezione di pace veneziana.
La riserva naturale degli Alberoni#
La natura riprende il controllo. All’estremità meridionale dell’isola si estende la riserva naturale degli Alberoni, un ecosistema selvaggio unico in tutta la laguna. Le dune sabbiose, formate dal vento e protette dalla pineta, ospitano una flora ricca e specie di uccelli rari. L’aria profuma di aghi di pino riscaldati dal sole e di resina selvatica che si mescola alla brezza marina. Una fuga selvaggia e inaspettata.

Il silenzio qui è totale. Passeggiando sui sentieri di terra battuta, sentirai solo il fruscio del vento tra le cime dei pini e il canto delle cicale in estate. Questa spiaggia libera è il perfetto contrasto con i bagni privati dei grandi hotel del centro. È un luogo di pace dove ritrovare il contatto con la terra. Un paradiso nascosto e prezioso.
I sapori autentici della Trattoria Favorita#
I sapori della laguna sono sacri. Per cena ti consiglio di sederti ai tavoli della storica Trattoria Favorita, dove la cucina veneziana viene servita con orgoglio sincero. La Favorita è la mia macchina del tempo personale. Quando varco la soglia e sento il profumo caldo dell’aglio soffritto e dell’aceto caldo che evapora per la preparazione del saor, so di essere a casa. L’ultima volta il proprietario, riconoscendomi, mi ha portato un piatto fuori menu di schie (i minuscoli gamberetti grigi della laguna) fritti su un letto di polenta caldissima. Un sapore sincero, sapido e croccante che non troverete in nessun ristorante stellato di San Marco. La loro specialità sono le sarde in saor, marinate lentamente con cipolle bianche dolci, aceto, pinoli e uva passa. Un connubio perfetto di sapori antichi.

La polenta accompagna ogni piatto. Il baccalà mantecato a regola d’arte, cremoso e vellutato, viene servito caldo su fette di polenta bianca grigliata. Sentirai sotto i denti la consistenza croccante della polenta che contrasta con la morbidezza del pesce saporito. Accompagna il pasto con un calice fresco di Prosecco locale che bolle leggermente nel bicchiere. La pura gioia della tavola.
La laguna nasconde segreti. Se il fascino misterioso della storia locale ti appassiona, ti consiglio di leggere la mia indagine su Poveglia, l’isola della laguna. Lì scoprirai le leggende dei lazzaretti storici e i segreti nascosti tra le rovine che la vegetazione sta lentamente inghiottendo. Questa indagine rappresenta un capitolo dimenticato che ti aiuterà a comprendere la fragilità della civiltà lagunare. Un viaggio davvero imperdibile.
Consigli pratici per il viaggiatore lento#
Pianificare il viaggio è essenziale. Per raggiungere il Lido da Piazzale Roma o dalla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, ti basterà salire a bordo di uno dei vaporetti rapidi. La traversata della laguna dura circa mezz’ora, cullata dal battito sordo dei motori che fende l’acqua grigia. Se invece non hai fretta e cerchi la pura poesia, ci sono le linee lente che risalgono pigramente l’intero Canal Grande. Una crociera indimenticabile nella storia.
Rispetta il ritmo locale. Molti monumenti e piccoli negozi del Lido osservano ancora il riposo pomeridiano chiudendo i battenti per qualche ora. Questa abitudine antica può risultare fastidiosa se hai poco tempo e trovi tutto sbarrato nel primo pomeriggio. Ti suggerisco di muoverti la mattina presto e di noleggiare una bicicletta per esplorare l’isola in libertà. La lentezza è una virtù.
Il Lido ti aspetta. Oltre la folla dei turisti estivi, l’isola custodisce un fascino intimo fatto di architettura Liberty e silenzi preziosi. Spero che questa guida storica ti aiuti a guardare questi luoghi con gli occhi curiosi di un vero esploratore. Lasciati cullare dal ritmo lento delle onde ed esplora ogni angolo con profondo rispetto per la sua identità. Buona passeggiata nella storia!