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Toscano: 3 itinerari da non perdere

·5 minuti·Marco

Che io stia affrontando le curve a gomito della Costiera Amalfitana o navigando tra le dolci colline toscane, mi troverete sempre al volante. La Toscana è senza dubbio la capitale mondiale del road trip, un luogo dove la strada stessa è l’opera d’arte e ogni chilometro racconta una storia di secoli. Non è solo questione di arrivare da A a B; in questa terra, il viaggio è la destinazione.

Sono Marco, e oggi voglio portarti oltre l’autostrada Firenze-Pisa per scoprire tre itinerari che vi mostreranno la vera anima selvaggia, poetica e a volte tecnica del viaggio su strada in Italia. Se cerca un’esperienza costiera altrettanto magica prima di addentrarti nell’entroterra, Sofia ha preparato una guida splendida per una fuga romantica a Monte Argentario, perfetta per ricaricare le pile prima di rimettersi al volante.

Un'auto d'epoca che percorre le strade tortuose fiancheggiate da cipressi della Val d'Orcia all'ora d'oro
Guidando il sogno: la Val d’Orcia è un luogo dove ogni curva sembra un capolavoro e ogni chilometro è un ricordo indelebile.

1. La rotta da cartolina: Val d’Orcia (SR2 e SP146)
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Se hai mai visto una foto della Toscana con un solitario filare di cipressi che porta a un casale in pietra, probabilmente è stata scattata qui. Partendo da San Quirico d’Orcia, dirigetevi verso Pienza lungo la SP146. Questo tratto di strada è leggendario, ma ecco un mio consiglio pratico: fate attenzione agli “autovelox” che spuntano proprio quando meno ve lo aspettate nei tratti rettilinei tra un borgo e l’altro. Non c’è niente che rovini un viaggio come una multa che arriva a casa tre mesi dopo!

Sulla strada ho scoperto che il punto più scenografico non è sempre quello più fotografato. Provate a percorrere la strada che porta a Monticchiello per ammirare i famosi tornanti fiancheggiati dai cipressi. È una sfida tecnica per chi ama la guida precisa. Se hai tempo per una deviazione spirituale che tocca le corde dell’anima, non perderti l’Abbazia di Sant’Antimo: Alessandro ha raccontato i suoi misteri e i canti gregoriani in un post che vi farà viaggiare nel tempo.

2. La Via Bolgherese: tra vino, storia e un po’ di nervosismo
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C’è un viale di cipressi lungo quasi 5 km che porta a Bolgheri. È la Via Bolgherese, una retta perfetta circondata da vigneti che producono alcuni dei vini più costosi al mondo, i celebri Super Tuscan. È un’esperienza di guida che profuma di libertà e di salsedine, simile a quella che si prova esplorando la selvaggia penisola del Gargano.

Tuttavia, devo condividere con te uno dei miei crucci personali: i turisti che si fermano improvvisamente in mezzo alla carreggiata per scattare una foto senza mettere le quattro frecce! Ragazzi, la sicurezza prima di tutto. cerca le aree di sosta designate; ce ne sono diverse lungo il viale che permettono di ammirare la prospettiva dei cipressi senza rischiare un tamponamento.

Una volta arrivati a Bolgheri, se dopo tanto guidare cerca un pasto che valga la sosta, Giulia suggerisce di provare i crostini neri toscani accompagnati da un bicchiere di Bolgheri Rosso. È il modo migliore per celebrare la fine di un itinerario.

3. La Chiantigiana (SR222): il piacere della curva
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La strada che collega Firenze a Siena, la SR222, attraversa il cuore del Chianti Classico ed è, per me, la strada più bella d’Italia per chi ama veramente guidare. È una successione infinita di borghi medievali come Castellina, Radda e Greve in Chianti. Qui la strada non taglia il paesaggio, lo asseconda, seguendo le forme sinuose delle vigne e dei boschi di querce.

La parte migliore di questo percorso è perdersi nelle strade bianche (sterrate ma ben tenute) che portano ai castelli isolati. Ma attenzione: assicurati che la tua auto a noleggio sia in buone condizioni. Non c’è niente di peggio di un cambio che gratta o di freni stanchi quando si affrontano le pendenze del Chianti. Se invece cerca sapori più robusti tipici delle terre alte, ho recentemente pubblicato un viaggio culinario tra le tradizioni Walser della Valle d’Aosta.

Consigli tecnici per guidare in Toscana
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  • ZTL (Zone a Traffico Limitato): Pienza, Siena, Montepulciano… quasi tutti i borghi hanno il centro chiuso al traffico. Parcheggiate fuori dalle mura. I parcheggi-trappola a ridosso degli ingressi sono carissimi, ma a 10 minuti a piedi si trovano spesso opzioni gratuite o molto più economiche.
  • Il momento magico: Come direbbe la nostra Sofia, l’ora d’oro poco prima del tramonto trasforma la Toscana in un set cinematografico. Ma per noi guidatori, significa anche fare i conti con il sole basso che può accecare in uscita dalle curve. Tenete sempre gli occhiali da sole a portata di mano!
  • Noleggio: Se puoi, noleggiate un’auto con un po’ di coppia. Affrontare le salite della Val d’Orcia con un motore sotto-potenziato e l’aria condizionata accesa può essere frustrante.
  • Rifornimento: Non aspettate di essere in riserva profonda. Nelle zone rurali i distributori possono essere distanti tra loro e molti chiudono per il “riposo” pomeridiano, lasciando solo il self-service che a volte non accetta carte straniere.

Riflessioni dal volante
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Guidare in Toscana non è solo un modo per spostarsi, è un atto di meditazione in movimento. È il piacere di scalare la marcia prima di un tornante, il profumo della terra bagnata che entra dal finestrino e la sorpresa di un panorama che si apre improvvisamente dopo una collina.

prendi le chiavi, controllate la pressione delle gomme e partite. La Toscana vi sta aspettando dietro la prossima curva. E se vuoi un’altra sfida epica per il tuo motore, leggete la mia guida su come conquistare il Passo dello Stelvio.

A presto e… prudenza sulle rotonde, usa quelle benedette frecce! Marco