Pianificare in Valle Pesio escursioni che lascino il segno significa accettare il ritmo della montagna vera, dove la roccia calcarea delle Alpi Liguri detta le regole a ogni passo. In questo settore meridionale del Piemonte, l’ambiente cambia rapidamente man mano che si risale la vallata, passando da boschi fitti a ripide pareti modellate dalle acque sotterranee. Camminare lungo questi sentieri richiede attenzione per il terreno e una preparazione attenta, che trasforma la salita in un’esperienza ricca di soddisfazioni.
I versanti del Parco naturale del Marguareis custodiscono un paesaggio severo, dove le faggete secolari cedono il passo a bastionate di pietra chiara. Addentrandosi nel sottobosco si percepisce subito l’odore umido della faggeta e del muschio che avvolge le rocce lungo il torrente. È un territorio vivo, dove il ciclo delle stagioni governa la portata delle sorgenti e la consistenza dei percorsi.

La valle possiede una fisionomia precisa, segnata da una storica presenza monastica e da una rete di percorsi che si addentra verso le quote più elevate. Chi decide di mettersi in cammino qui trova tracciati che alternano tratti rilassanti a salite severe, ideali per chi cerca la montagna autentica senza scorciatoie. Per affrontare la giornata nel modo migliore conviene individuare con chiarezza i riferimenti logistici e i dislivelli da superare prima di partire.
Come arrivare e da dove partire: la Valle Pesio e Pian delle Gorre#
L’accesso principale a questo settore montano passa dal comune di Chiusa di Pesio, in provincia di Cuneo. Dal centro abitato si risale la valle, inoltrandosi nel cuore del Parco naturale del Marguareis. La strada guadagna quota con pendenze costanti fino a raggiungere, a circa 10 chilometri dall’abitato, la Certosa di Santa Maria in Valle Pesio, posta a 859 metri di altitudine.
La Certosa di Pesio rappresenta un punto di riferimento storico per l’intera vallata, un complesso monumentale che segna il passaggio verso l’area più selvaggia del parco. Proseguendo oltre la certosa lungo la viabilità interna, la strada risale ancora fino al Rifugio Pian delle Gorre. Questa struttura, dotata di un ampio parcheggio, costituisce il principale punto di partenza delle escursioni nel parco, da cui si diramano gli itinerari verso le cascate e le alte quote.
L’anello delle cascate da Pian delle Gorre verso il Pis del Pesio e le Cascate del Saut#
Il tracciato più celebre della zona è l’anello delle cascate, un itinerario circolare che parte direttamente da Pian delle Gorre per raggiungere il Pis del Pesio. Il circuito misura circa 8 chilometri di sviluppo complessivo, con un dislivello positivo di circa 400 metri e un tempo di cammino indicativo di circa 3 ore. Il percorso presenta un paio di salite impegnative, distribuite con regolarità lungo i settori centrali della camminata.
Lungo l’anello si incontrano anche le Cascate del Saut, considerate le cugine più accessibili del Pis del Pesio. Si tratta di un salto d’acqua più facile da raggiungere e maggiormente frequentato, ideale come primo approccio per chi desidera una camminata meno faticosa senza dover compiere l’intero circuito. Avvicinandosi al salto si viene accolti dal rombo sordo dell’acqua che si infrange sulle pareti rocciose, prima di proseguire verso le gole superiori.
Il Pis del Pesio come risorgenza carsica#
La vera particolarità geologica della valle si manifesta al Pis del Pesio, che non è una cascata alimentata da un semplice ruscello di superficie, ma una risorgenza carsica. L’acqua piovana e quella del disgelo penetrano nelle cavità calcaree del massiccio, scorrono attraverso canali sotterranei e poi erompono all’esterno, uscendo direttamente dalla spaccatura della parete rocciosa.
Questa dinamica idrologica rende il fenomeno legato alle stagioni. La cascata si presenta particolarmente spettacolare nei periodi di disgelo e durante le piene primaverili, quando la pressione del sistema carsico spinge masse d’acqua notevoli fuori dalla roccia. Fuori dal periodo di scioglimento delle nevi o dopo prolungate fasi di siccità, la cascata può ridursi a un filo d’acqua o risultare del tutto asciutta, lasciando a vista solo la pietra nuda.
I sentieri verso il Rifugio Garelli e il percorso naturalistico dalla Certosa#
Dal pianoro di Pian delle Gorre partono anche i sentieri più lunghi del parco, diretti verso il Rifugio Garelli e il massiccio del Marguareis. Chi desidera guadagnare quota trova in questi percorsi un ambiente alpino fatto di pietraie, pascoli d’altitudine e dislivelli consistenti. Da qui si può proseguire la salita verso i settori più elevati del massiccio montuoso, ampliando lo sguardo sull’orizzonte circostante.
Dalla Certosa di Pesio parte invece un percorso naturalistico facile, segnalato e attrezzato con pannelli informativi. Questo tracciato rappresenta una valida alternativa alla strada asfaltata e risale il Vallone di San Bruno, costeggiando l’antico muro di cinta della certosa per poi congiungersi con Pian delle Gorre. Questa opzione consente di percorrere a piedi il tratto iniziale del vallone su terreno comodo, collegando i due snodi principali senza passare lungo la carreggiata.
Dati tecnici, attrezzatura e consigli per la stagione giusta#
Per affrontare l’anello delle cascate in sicurezza è opportuno considerare i parametri di base del tracciato:
- Distanza: circa 8 km
- Dislivello: circa 400 m
- Tempo di percorrenza: circa 3 ore
- Difficoltà: escursionistica, con un paio di salite impegnative
L’attrezzatura deve essere adeguata a un ambiente boschivo e roccioso soggetto a forte umidità. Affrontare questi sentieri con scarpe da ginnastica o modelli urbani a suola liscia è una leggerezza pericolosa: servono scarponi veri, dotati di battistrada scolpito e buon supporto per la caviglia, capaci di garantire tenuta su radici viscide e pietre bagnate.
Il Pis del Pesio è una risorgenza carsica: fuori dal disgelo primaverile o dopo periodi secchi può essere ridotto a un filo d’acqua o del tutto asciutto. Chi va per la cascata scelga la primavera o un periodo successivo a forti piogge. I sentieri bagnati e i tratti ripidi richiedono scarponi veri, non scarpe da ginnastica.
Due anni fa abbiamo commesso l’errore di salire verso il Pis del Pesio a fine estate, attirati dal cielo sereno ma dopo settimane senza piogge. Arrivati sotto la parete abbiamo trovato la risorgenza muta, con la roccia del tutto asciutta al posto della cascata impetuosa. Scendendo poi lungo una delle salite ripide, il fondo viscido ci ha sorpresi a causa di un passo incerto: una scivolata nel fango ci ha regalato una distorsione leggera e una discesa lenta, ricordandoci quanto la montagna non perdoni la fretta.
Come arrivare in auto da Cuneo e altri itinerari piemontesi#
Raggiungere la testata della valle con i propri mezzi richiede poco tempo. Da Cuneo a Chiusa di Pesio la distanza è di circa 15 km, percorribili in una ventina di minuti in auto. Una volta superato il paese si risale la valle seguendo le indicazioni per la Certosa di Pesio e, proseguendo oltre il complesso religioso, si raggiunge infine l’ampio parcheggio di Pian delle Gorre.
Dopo aver camminato nei boschi del Marguareis, si possono esplorare altre zone del territorio piemontese per scoprire paesaggi collinari e tradizioni gastronomiche. A breve distanza di guida si possono percorrere le strade del vino delle Langhe piemontesi, oppure dedicare una mattinata all’esperienza di la caccia al tartufo nelle Langhe. L’alternanza tra i pendii aspri delle Alpi Liguri e le colline coltivate offre una visione autentica e completa del Piemonte.