Venezia sospesa tra acqua e cielo si trasforma in primavera nel palcoscenico dell’avanguardia progettuale mondiale. La Biennale di Venezia 2025 apre i battenti a maggio, portando in laguna il tema Intelligens curato dall’architetto Carlo Ratti. Questo luogo ha visto scorrere secoli di storia e oggi si interroga sul futuro della convivenza tra uomo, natura e tecnologia. Passeggiare tra i padiglioni storici è un’esperienza intellettuale ed estetica che richiede tempo e scarpe comode. Dietro queste mura si nasconde un laboratorio a cielo aperto sul destino delle nostre città.
Ricordo una mattina di maggio di qualche anno fa, quando la nebbia mattutina si alzava lentamente dal canale dell’Arsenale. Camminavo lungo le antiche corderie secentesche, avvolto dal profumo di legno antico e cordame umido. Il silenzio era interrotto solo dallo sbatacchiare delle onde sui pontili di legno. In quel momento ho capito come la Biennale riesca a far dialogare la memoria dei maestri d’ascia veneziani con le visioni ecosostenibili contemporanee.
La genesi di un’istituzione mondiale: dal 1895 ad oggi#
La storia della Biennale di Venezia affonda le sue radici alla fine del XIX secolo. Nel 1895, per celebrare le nozze d’argento del re Umberto I e di Margherita di Savoia, il sindaco Riccardo Selvatico propose un’esposizione artistica nazionale. L’iniziativa ebbe un successo straordinario e si trasformò rapidamente in una manifestazione internazionale.
Nel corso dei decenni, l’esposizione si è arricchita di nuove sezioni dedicate alla musica, al cinema, al teatro e, a partire dal 1980, all’architettura. Durante il XX secolo, questo luogo ha accolto le opere dei più grandi maestri, diventando un barometro dei mutamenti culturali e politici dell’intera Europa.
Un pezzo vivente della storia italiana si svela tra le pareti degli edifici espositivi, che riflettono nei loro stili architettonici le tensioni e le speranze del secolo scorso. Dalle avanguardie storiche fino alla svolta concettuale, la Biennale è rimasta il luogo in cui l’arte e il design interrogano la realtà.
Le molteplici anime della Biennale: arte, architettura e cinema#
Molti viaggiatori alle prime armi confondono i diversi eventi ospitati sotto il marchio della Biennale. Si tratta in realtà di una fondazione culturale unica che organizza manifestazioni distinte in base all’anno e alla stagione.
La celeberrima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (il festival cinematografico del Lido) si svolge ogni anno a cavallo tra agosto e settembre. Al contrario, le due grandi esposizioni multidisciplinari dei Giardini e dell’Arsenale si alternano su base biennale: negli anni dispari si tiene la Biennale di Architettura, mentre negli anni pari è il turno della Biennale d’Arte.
Questo significa che se visiti la città in primavera o autunno, troverai ad attenderti le esposizioni dei padiglioni nazionali, mentre a fine estate la vita mondana e le proiezioni si spostano interamente sul litorale del Lido. Chi desidera approfondire le origini e il fascino retro di quell’isola può leggere la mia guida sulla storia e i luoghi simbolo del Lido di Venezia, testimone degli anni d’oro del cinema internazionale.
La mappa dell’esposizione: i Giardini di Castello#
I Giardini pubblici, realizzati da Napoleone all’inizio dell’Ottocento abbattendo antiche chiese e conventi, costituiscono il nucleo originario dell’esposizione. Questa vasta area verde ospita il Padiglione Centrale e ventinove padiglioni nazionali costruiti nel corso del tempo dalle singole nazioni.
I padiglioni nazionali da non perdere#
- Padiglione del Venezuela (Carlo Scarpa, 1956): Un capolavoro assoluto di architettura moderna. Scarpa gioca con il cemento armato a vista, la luce zenitale e geometrie rigorose per creare uno spazio espositivo in perfetto dialogo con la natura circostante.
- Padiglione dei Paesi Nordici (Sverre Fehn, 1962): Una struttura celebre per la sua leggerezza visiva. Fehn ha progettato un tetto in cemento sottile che integra i grandi alberi di platano preesistenti, facendoli crescere direttamente all’interno dello spazio espositivo.
- Padiglione della Germania: Riedificato nel 1938 su progetto di Ernst Haiger, questo edificio incarna la monumentalità dell’architettura di regime dell’epoca. Le sue proporzioni severe e le colonne squadrate offrono ogni anno agli artisti un difficile ma affascinante confronto con la memoria storica.
- Padiglione dell’Austria (Josef Hoffmann, 1934): Un esempio sublime di razionalismo geometrico. Hoffmann definisce uno spazio simmetrico caratterizzato da pareti candide e finiture lineari, perfetto per ospitare le installazioni contemporanee.

Nei giorni di massima affluenza, i gruppi turistici chiassosi armati di megafono possono compromettere la contemplazione delle opere d’arte. Il mio consiglio è di visitare i Giardini al mattino presto e l’Arsenale nel primo pomeriggio, evitando i fine settimana per assaporare il silenzio originario di questi monumenti.
L’Arsenale: archeologia industriale e innovazione#
L’Arsenale di Venezia rappresenta uno dei più grandi complessi di archeologia industriale d’Europa. Fondato nel XII secolo, è stato per secoli il cantiere navale della Repubblica di Venezia, in grado di produrre una galea completamente armata al giorno.
Le monumentali Corderie, lunghe oltre trecento metri, colpiscono per le imponenti colonne in muratura che sostengono la copertura lignea. In questo spazio affascinante, un tempo dedicato alla filatura delle cime per la flotta veneziana, si snoda oggi la mostra principale curata da Carlo Ratti.
Non tralasciare una visita alle Gaggiandre, due straordinarie tettoie acquatiche per il ricovero delle navi edificate nel XVI secolo e attribuite a Jacopo Sansovino. Qui l’acqua della laguna entra direttamente nelle strutture monumentali, creando riflessi suggestivi sulle pareti di mattoni rossi erose dal sale. Se il legame indissolubile tra Venezia e lo specchio d’acqua lagunare ti affascina, la storica cerimonia dello Sposalizio del Mare durante la Festa della Sensa rappresenta la massima espressione di questa millenaria devozione marittima.
Gli eventi collaterali: l’arte diffusa nei palazzi storici#
Uno dei segreti più affascinanti della Biennale risiede nelle sue manifestazioni collaterali diffuse. Oltre alle sedi principali dei Giardini e dell’Arsenale, decine di mostre a ingresso gratuito aprono le porte di luoghi solitamente inaccessibili.
Palazzi nobiliari affacciati sul Canal Grande, giardini segreti nascosti dietro alti muri di mattoni, chiese sconsacrate e antichi chiostri si trasformano in gallerie temporanee. Esplorare queste esposizioni ti permetterà di addentrarti nel tessuto urbano più autentico e meno frequentato di Venezia.
Passeggiando nel sestiere di Cannaregio o di Dorsoduro, potresti imbatterti in mostre collaterali che mettono in dialogo affreschi settecenteschi con installazioni multimediali contemporanee. È un’opportunità unica per ammirare cortili interni pavimentati in pietra d’Istria e scaloni monumentali fuori dai tradizionali percorsi turistici.

Il sestiere di Castello: la Venezia dei veneziani#
I Giardini e l’Arsenale sorgono nel cuore di Castello, il sestiere più orientale e popoloso di Venezia. Questa zona conserva ancora intatta l’atmosfera autentica della vita lagunare, lontana dalla frenesia commerciale di Piazza San Marco.
La spina dorsale del sestiere è Via Garibaldi, l’unica strada veneziana a portare ufficialmente il nome di “via” (essendo stata creata coprendo un antico canale). Qui i panni stesi ad asciugare attraversano le callette sospesi tra i palazzi, i pensionati discutono sulle panchine all’ombra e i pescatori vendono il pescato direttamente dalle barche ormeggiate.
Fermati in uno dei piccoli bar locali per un caffè o un calice di vino prima di riprendere la visita. Castello offre un rifugio di tranquillità dove ritrovare i ritmi lenti della città, tra il profumo del salmastro e lo sferragliare dei carrelli delle merci sulle fondamenta in pietra.
Dove mangiare a Venezia: bacari e osterie storiche#
Evita i ristoranti con menu turistici multilingue che servono cibo riscaldato e diffida di chi propone accostamenti impropri, come l’aggiunta di parmigiano sugli spaghetti alle vongole.
Ecco due indirizzi per una sosta culinaria autentica:
- Cantina Do Mori (San Polo, 429): Il bacaro più antico di Venezia, risalente al 1462, dove ordinare un’ombra di vino rosso e assaggiare i tradizionali cicheti (crostini con baccalà mantecato o polpette) sotto i vecchi pentoloni di rame appesi al soffitto.
- Trattoria Antiche Carampane (San Polo, 1911): Un locale storico nascosto tra i vicoli vicino a Rialto, rinomato per i piatti di pesce freschissimo della laguna, come le sarde in saor e la frittura di moeche (granchi teneri).
Se ti trovi vicino ai Giardini della Biennale, cerca l’Osteria al Portego o i piccoli bacari lungo via Garibaldi, perfetti per un tramezzino veloce o un piattino di polpette di carne calde accompagnate da uno spritz al Select, l’aperitivo storico nato proprio a Venezia nel 1920.
Consigli pratici per organizzare la visita#
Per raggiungere l’esposizione, il vaporetto della linea 1, 4.1 o 5.1 ti condurrà direttamente alle fermate Giardini o Arsenale partendo dalla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia.
Prevedi almeno due giorni interi per visitare con calma entrambe le aree espositive principali. Acquista i biglietti online in anticipo per evitare le code all’ingresso dei Giardini. Indossa calzature comode e collaudate: a Venezia si cammina costantemente e la salita e discesa dai numerosi ponti in pietra d’Istria può mettere a dura prova le articolazioni.
Se hai tempo a disposizione al termine della fiera, prendi la linea 12 del vaporetto dalle Fondamente Nove per visitare le isole minori della laguna. A Torcello, nel silenzio quasi spettrale dell’isola semi-abbandonata, potrai ammirare i superbi mosaici bizantini della Basilica di Santa Maria Assunta, una meraviglia assoluta dell’arte medievale che ti riconcilierà con la storia.
Conclusione#
La Biennale di Venezia 2025 non è solo una vetrina progettuale, ma un invito a riflettere sullo stato del pianeta e sulla nostra eredità culturale. Attraversare le soglie dei padiglioni storici significa compiere un viaggio nel tempo e nello spazio. Prenditi il tempo per camminare lungo le fondamenta, ascoltare il rumore dell’acqua e lasciarti ispirare dalle visioni dei grandi progettisti del nostro tempo. Buon viaggio in laguna!